Se restaurare conviene
ORISTANO. Restaurare i monumenti della città attraverso la collaborazione dei cittadini, un po’ come è successo a Roma con il Colosseo. Certo, il paragone fra Oristano e la Capitale può apparire un...
ORISTANO. Restaurare i monumenti della città attraverso la collaborazione dei cittadini, un po’ come è successo a Roma con il Colosseo. Certo, il paragone fra Oristano e la Capitale può apparire un tantino esagerato, ma prende proprio spunto da quanto accaduto nella Città eterna, il progetto che stasera , alle 19, nel giardino dell’Hospitalis, sarà illustrato ai cittadini dal sindaco Guido Tendas e dall’assessore alle Finanze, Giuseppina Uda.
In sintesi si tratta di questo: in cambio del restauro del monumento si otterrà un credito di imposta del 65 per cento. È quanto stabilisce “Art Bonus” appunto un regime fiscale agevolato e temporaneo, introdotto da una recente normativa nazionale.
Ci sono infatti tre monumenti (fra i tanti) da restaurare: il cimitero monumentale di san Pietro e le torri di San Cristoforo e Portixedda.
I progetti, già redatti, prevedono una spesa di 155mila euro per la torre di san Cristoforo, di 19mila euro per la torre di Portixedda , e di 56mila euro la spesa preventivata per il restauro di alcune delle statue e sculture funerarie di particolar pregio e interesse storico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google