Al posto dell’agriturismo le villette: sequestrate
Magomadas, il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Oristano L’accusa è di lottizzazione abusiva, una vicenda che è iniziata nel 2001
MAGOMADAS. Villette bifamiliari, anziché bungalow di un agriturismo. Una costruita, una ancora allo stato grezzo: entrambi i cantieri sono finiti sotto sequestro su disposizione del Gip del tribunale di Oristano, Annie Cecìle Pinello, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Marco Ulzega. L’accusa è di lottizzazione abusiva, notificata a quattro persone: la proprietaria del terreno frazionato, seppure virtualmente (non essendo stato eseguito un frazionamento formale) in quattro parti, tre delle quali, sotto forma di quota di comproprietà del terreno, erano state vendute ad altrettanti acquirenti. I compratori, hanno poi appaltato i lavori per realizzare gli edifici, che, se ascrivibili a un agriturismo, sarebbero perfettamente in regola. Un po’ meno, se destinati a villette bifamiliari. Almeno questa è la teoria della Procura di Oristano. I sigilli ai cantieri li ha apposti la Forestale di Bosa.
La vicenda è complessa e affonda radici lontane. Nel 2001, per la precisione: quando la proprietaria del terreno aveva ottenuto dal Comune di Magomadas la concessione edilizia per realizzare nelle campagne un agriturismo con vigna di malvasia annessa. Nel frattempo, con il muratore delle norme edificatorie e dei vincoli conseguenti, il Comune di Magomadas aveva ritenuto di ravvisare delle incongruenze, e agendo in autotutela aveva revocato la concessione. Contro questa decisione, la proprietaria del terreno aveva fatto ricorso al Tar. Il Tribunale amministrativo lo aveva respinto, ma la titolare della concessione non si era scoraggiata e si era rivolta al Consiglio di Stato.
Di recente, la decisione del Consiglio di Stato le ha dato ragione, stabilendo l’illegittimità della revoca della concessione, rimessa quindi in sella ma per i tempi previsti dalla stessa. Tutto a posto, quindi? In realtà no, perchè l’intera vicenda si è mossa fin qui sul piano amministrativo. Quegli edifici erano legittimati a essere realizzati, ma nel quadro di un complesso agrituristico. E non come abitazioni private. C’è anche da dire che in quella zona non è stata impiantata la vigna inizialmente prevista, e che, a prescindere, l’avvio di un’attività agrituristica presuppone dei requisiti, intanto essere un imprenditore agricolo.
Dell’agriturismo per il quale era stata rilasciata la concessione,nel 2001, non c’è traccia. C’è invece l’atto pubblico con il quale vengono vendute le quote di comproprietà del terreno, e poi l’affidamento dell’appalto per la realizzazione dei lavori. Ecco perchè, sottolinea la Procura, si configura il reato di lottizzazione abusiva. Ma è prevedibile che contro il sequestro siano già in preparazione i ricorsi.
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