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Una turista denuncia le pecche di Porto Alabe

Una turista denuncia le pecche di Porto Alabe

TRESNURAGHES. «Nessuna vena polemica, il mio è solo il grido di dolore di una persona che tiene a questo posto magnifico dove torna da oltre quarant’anni». Croce e delizia degli amministratori, le...

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TRESNURAGHES. «Nessuna vena polemica, il mio è solo il grido di dolore di una persona che tiene a questo posto magnifico dove torna da oltre quarant’anni». Croce e delizia degli amministratori, le borgate marine sono uno dei poli di attrazione turistica sicuramente fra i più gettonati anche in Planargia. Come ad esempio la splendida costa di Tresnuraghes, nei chilometri di spiaggia, roccia e calette che da Noesola arrivano verso sud fino a torre Foghe. Con perno urbano la marina di Porto Alabe, una delle mete turistiche più gettonate lungo la fascia costiera centro occidentale. «Mio nonno era di Tresnuraghes, io vengo qui tutte le estati da oltre quarant’anni», racconta la signora Serena. Che ha inviato alla Redazione della Nuova una serie di segnalazioni su alcune questioni sicuramente non vissute in solitaria. «Sono arrivata il 25 luglio e frequento con familiari e amici quotidianamente la spiaggia di Porto Alabe e la costa, ma noto che di anno in anno la situazione sembra peggiorare. Sul litorale infatti accedono continuamente i cani, ci sono mozziconi di sigaretta abbandonati dappertutto, e tanti altri rifiuti. Alcuni probabilmente trasportati dal mare, altri però certamente lasciati da qualcuno e mai rimossi», il racconto fotograficamente documentato. Sul fronte degli amici a quattro zampe al mare le ordinanze balneari di Regione e Guardia Costiera Bosa sono chiare: nessun animale può essere introdotto sul litorale, se non in zone appositamente predisposte e segnalate. Prescrizione, peraltro indicata da vari cartelli a Porto Alabe, evidentemente non tenuta in considerazione da tutti malgrado le pesanti sanzioni in agguato. «Nei giorni scorsi un cane si è messo a urinare vicino all’asciugamano di mio figlio, quando mi sono lamentata ne è nata una discussione con il proprietario», racconta Serena. Che ha chiamato chi di competenza per segnalare l’accaduto, sindaco compreso, non ottenendo però alcun riscontro. Un episodio si dirà, ma che si unisce ad un panorama dove spesso l’inciviltà umana di pochi cozza profondamente con una natura incontaminata, «cioè il valore aggiunto di questo territorio», rimarca la signora Serena, che racconta di bivacchi lungo la costa, con cespugli utilizzati per nascondere immondizia ed escrementi, come di natanti che si avvicinano all'area destinata ai bagnanti. Nel tratto iniziale del Lungomare poi i pedoni sono costretti da tempo a camminare bordo strada, «col rischio di essere travolti dalle auto in transito, che non sempre rispettano i limiti di velocità. Mi spiace vedere questa località perdere negli anni attività e servizi, fra cui andrebbe annoverata anche una adeguata sorveglianza sul litorale, per garantire alle persone civili di poter trascorrere serenamente le proprie vacanze».(al.fa.)

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