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Oristano

Riciclo della plastica, apre la Coneco Italia

di Simonetta Selloni
Riciclo della plastica, apre la Coneco Italia

Lo stabilimento sarò in grado di ricevere 7mila tonnellate l’anno di imballaggi Ha già 15 dipendenti, l’obiettivo è arrivare a 50 e realizzare il prodotto finito

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ORISTANO. Lo stabilimento inizierà ufficialmente la produzione il 5 settembre, con una dotazione iniziale di 15 lavoratori e sarà capace di ricevere circa 7mila tonnellate l’anno di imballaggi in plastica. Ma lo stabilimento Coneco Italia, inaugurato qualche giorno fa nella zona industriale, (stabilimento già della Provincia, poi da due privati che lo hanno ceduto in affitto per 12 anni) guarda avanti e già pensa al futuro. Nel senso che se per il primo periodo l’obiettivo sarà realizzare il semilavorato dal riciclo della plastica, già dal mese di dicembre, periodo per il quale è previsto l’ampliamento, l’impianto dovrebbe raggiungere la fase successiva della lavorazione. Ossia, la produzione della materia prima, con la realizzazione del Pet, per arrivare, nel 2017, al prodotto finito: manufatti come le cassette o i sacchetti in plastica. Tutto questo, con l’allargamento della forza lavoro a 50 persone.

Un programma ambizioso, senza dubbio. La Coneco Italia, che ha nella sua ragione sociale il ritiro, stoccaggio, riciclo dei materiali plastici, degli imballaggi di cartone e carte e del Raee e materiali elettrici e elettronici, è nata nel 2014, ed è una controllata, della Managemente Environment Finance, società registrata nel 2005, a Cagliari. La Mefi, il cui direttore generale è Pierluigi Nonnis, direttore anche della Coneco, vanta un’ esperienza consolidata nel settore della costruzione degli impianti per il trattamento, la rigenerazione e la produzione dell’energia dai rifiuti. Ha vinto l’appalto per il trattamento dei rifiuti a Marsala e Provincia, a Carini e zone limitrofe, e ha presentato l’unica offerta ritenuta ammissibile per rilevare l’Amiu Spa, la municipalizzata di Genova che si occupa della gestione dei rifiuti e che a fronte di un fatturato di 140 milioni l’anno ha accumulato debiti per 100 milioni. Inoltre, ha esportato il suo modello lavorativo a Dubai e nel Barhein.

«Abbiamo già stretto accordi commerciali per tre anni, e questo per l’avvio iniziale della produzione. Siamo fiduciosi, la nostra è un’azienda in controtendenza, rispetto alla crisi generale», sottolinea Nonnis.

Proprio ieri la Coneco ha ritirato dalla Provincia l’Autorizzazione unica ambientale, dopo aver dato il via alla realizzazione delle condizioni imposte per l’avvio dell’attività.

Ora sono state avviate le trattative per ricevere la frazione plastica anche da Oristano. Questo porterà a un abbattimento delle tariffe dei rifiuti: verrebbe meno l’incidenza dei trasporti. «Siamo ottimisti, riteniamo sia una realtà che possa crescere e affermarsi», è la previsione di Nonnis. Intanto qualche giorno fa sono stati assunti gli ultimi sei operai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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