La Nuova Sardegna

Oristano

I saldi finiscono, ma senza rimpianti

di Michela Cuccu
I saldi finiscono, ma senza rimpianti

I negozianti non si aspettavano incrementi importanti dalle vendite: spunti significativi solo dalla presenza dei turisti

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ORISTANO. È andata: la stagione dei saldi estivi 2016 è un capitolo chiuso, senza rimpianti. Soprattutto da parte dei protagonisti principali, i commercianti, che a sentirli, non mostrano grande entusiasmo per i risultati. «Certo, poteva andare meglio, ma viviamo gli anni della crisi economica e dei consumi. Insomma, abbiamo venduto e bisogna cercare di guardare avanti». Più o meno è questa la risposta che ti arriva da tutti i titolari dei negozi interessati alle svendite di fine stagione della città. Risposta che tiene conto di una situazione non certo favorevole e che conferma i dati forniti già alla fine di agosto dalle associazioni di categoria regionali che tracciando un bilancio assegnavano alla città di Oristano risultati non diversi rispetto al 2015. Roba da “calma piatta”, verrebbe da commentare. Sullo sfondo, una città con in generale, un potere d’acquisto stagnante: non diminuisce e neppure aumenta. «Però abbiamo lavorato e fra i clienti abbiamo notato più turisti», dice Titti Cadoni, titolare di negozio di scarpe e accessori “griffati”. Spiega «Il settore della moda e dell’abbigliamento in generale risente dell’andamento economico generale. Dunque i nostri esercizi, rispetto al passato, hanno dovuto ridurre acquisti e, purtroppo, tagliare anche sul personale. Ma piangersi addosso non serve a nulla e tutto sommato, i saldi si sono chiusi in attivo».

Consumatori che spendono meno, dunque e che fanno attenzione agli acquisti, anche quando si tratta di capi di tendenza, quelli che si indossano solo per una stagione. Francesca Tola, imprenditrice titolare di più esercizi in città, conferma che «rispetto al passato recente, i clienti sono diventati più esigenti. Forse anche per via di una questione mai risolta, quella degli sconti che in realtà, ci sono durante tutto l’anno, al momento dei saldi chiedono “di più”. Quasi snobbano quello che un tempo era un classico delle svendite di fine stagione, il “fuori tutto” e acquistano in percentuale quando i saldi sono all’inizio. Forse anche per via del fatto che il guardaroba lo si rinnova quando i prezzi sono più convenienti».

Il termometro non cambia neppure se ci si trasferisce presso i centri commerciali. Anche qui gli addetti alle vendite spiegano «Si fa sempre più attenzione al rapporto qualità prezzo, anche quando la percentuale di sconto arriva al 70 per cento». Insomma: si spende poco e si acquista con attenzione, anche durante i saldi. Sono però le parole di Franca Fadda, commerciante di abbigliamento da donna, che chiudono il cerchio «I saldi possono considerarsi positivi soltanto se le vendite durante il resto dell’anno hanno avuto un segno positivo».

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