La Nuova Sardegna

Oristano

Uno sconcio nel cuore del centro storico

di Roberto Petretto
Uno sconcio nel cuore del centro storico

Fognature da rifare, sottosuolo inquinato e marciapiedi distrutti: il declino dello spazio davanti alla Reggia giudicale

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ORISTANO. Gli allagamenti provocati dai primi acquazzoni stagionali hanno messo in evidenza problemi che, secondo il Comune, nel sottosuolo di piazza Manno sono strutturali. Un malfunzionamento della rete di smaltimento delle acque reflue che, secondo l’assessore ai Lavori pubblici, Efisio Sanna, ha necessità di un approfondimento tecnico.

Non c’è però bisogno di andare nel sottosuolo per scovare le cose che non vanno in Piazza Manno: sono da tempo sotto gli occhi di tutti. Cuore della città, che più di così non potrebbe essere, spazio dove si affacciava l’antica reggia dei Giudici d’Arborea, un tempo ingresso alla città dal versante del mare, Piazza Manno vive da anni una condizione di degrado che sembra no n avere fine.

Anche il piano triennale delle opere pubbliche 2014-2016 le dedica poche righe e due milioni di euro dell’annualità 2015. Per risolvere la situazione si punta per ora sull’arte della diplomazia. A luglio di quest’anno il sindaco Tendas, rispondendo in consiglio comunale a un’interpellanza dell’opposizione, aveva detto che «l’interesse della Giunta nei confronti del recupero della piazza è testimoniato dal dibattito in consiglio comunale nel corso del quale abbiamo evidenziato le numerose azioni attuate con il Ministero e con la Regione per ottenere la titolarità della Reggia Giudicale».

Per dirla con De André: “le contromisure fino a quel punto si limitavano all’invettiva”. Secondo il sindaco «il Governo conosce bene le nostre richieste e le nostre intenzioni e speriamo che il Ministro Franceschini dimostri nei confronti della piazza e della Reggia la stessa attenzione che ha dimostrato con il recupero dell’ex Distretto e della Cattedrale».

Basterà per cambiare faccia alla piazza che, con tutto il rispetto che si deve alle periferie, non sembra affatto uno dei luoghi più importanti del centro storico, ma una zona degradata ai margini della città?

I marciapiedi sono un pericolo, con le mattonelle in cemento saltate in più punti, le aiuole devastate, la sporcizia che affiora in più punti. Per non parlare poi della centralina del gas di città e di quella che deve monitorare l’inquinamento del sottosuolo provocato dalle cisterne del vecchio distributore di carburante, da tempo dismesso. Va tenuto sotto controllo il risanamento del sottosuolo attraverso il monitoraggio dell’acqua di falda e delle matrici ambientali. Lì sotto ci sono idrocarburi, benzene, toluene, etilbenzene, p-xilene, MtBE. E le cose non stanno andando bene: a partire dal 2003 è stata rilevata l’inquinamento da idrocarburi dei terreni e delle acque sotterranee riconducibili. «Il progetto di bonifica a cura prima della Ecotherm e poi della Water & Soil Remeditation - aveva dichiarato in aula il sindaco Tendas - prevedeva l’installazione di un sistema di bonifica che è stato avviato a pieno regime nel 2006. Da allora l’andamento della bonifica è stata costantemente monitorato con una generale riduzione delle sostanze inquinanti».

Quando si è provato a spegnere temporaneamente l’impianto, tra il 2013 e il 2014, la concentrazione degli inquinanti è nuovamente aumentata.

Insomma, piazza Manno brutta sopra e inquinata sotto. Se i giudici di Arborea si affacciassero oggi alle finestre del loro palazzo si convincerebbero della necessità di promulgare una norma apposita per punire i colpevoli.

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