La Nuova Sardegna

Oristano

Due teatri con le luci spente

Il “Garau” rimane chiuso per problemi strutturali. Guai anche al San Martino

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ORISTANO. Una sera il concerto si tiene in un circolo privato, un’altra in un museo, mentre lo spettacolo teatrale va in scena in una sala convegni o nell’auditorium di una scuola – ormai non più per quest’anno –. Non c’è niente di male se gli spettacoli, soprattutto se si tratta di quelli inseriti nei cartelloni di rassegne di livello, si svolgano in maniera itinerante, in più luoghi di una stessa città. Lo si fa per scelta, alternativa, per dar vita e tener in considerazione ogni quartiere, ogni spazio a disposizione.

Fin qui tutto bello, assolutamente impeccabile. Solo che a a Oristano succede non per libera scelta. Da oltre un anno, infatti, da due che ne aveva a disposizione, di teatri non ce n’è più. Nel senso che sono chiusi tutti e due e tutti, si potrebbe dire per lavori mai partiti. Anzi, è proprio così. Sia il Teatro comunale Antonio Garau sia il più piccolo ma non per questo meno prezioso Teatro San Martino non sono più utilizzabili. Il primo a essere dichiarato inagibile era stato il Garau, scoperto, ben sette anni dopo la sua apertura al pubblico, che era invece privo di ogni requisito di sicurezza.

Per il San Martino invece, è stato necessario metter mano alle cerniere che tengono assieme i battenti dei tre imponenti portoni di legno degli ingressi. «Sì, è proprio così – conferma l’assessore ai Lavori pubblici, Efisio Sanna – però i lavori stanno procedendo e speriamo che la riapertura sia imminente».

Meno rassicuranti invece le notizie sul Teatro Garau. «La redazione del progetto è ancora in corso – dice l’assessore – davvero non possiamo al momento neppure ipotizzare una data sulla possibile riapertura». Giusto un anno fa la struttura non aveva, per così dire, superato il test di recitazione. Circa un anno fa, dopo un sopralluogo della commissione dell’Ufficio tecnico comunale, si era infatti scoperta persino l’assenza della certificazione sulla validità dell’impianto di illuminazione per il palcoscenico e tantomeno di un attestato che ne accertasse l’avvenuto collaudo. Una bella gatta da pelare per il Comune che ha affidato subito la redazione del progetto ad un tecnico.

«Non è una situazione semplice né piacevole – ammette Efisio Sanna –, perché quello che è stato accertato va anche oltre. C’è da intervenire in generale sulla messa in sicurezza, compresi l’adeguamento alle norme antincendio e l’individuazione delle vie di fuga. Inoltre, c’è da fare una serie di interventi di manutenzione e ristrutturazioni, ad esempio, per quel che riguarda le infiltrazioni d’acqua». Una volta pronto il progetto, il Comune dovrà anche reperire le risorse per realizzare i lavori. Non esattamente l’ultimo dei problemi.

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