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Oristano

Villa Spinetta non è più un sogno

Villa Spinetta non è più un sogno

Paulilatino, l’inaugurazione della struttura di accoglienza per malati

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PAULILATINO. Definizione più ispirata non poteva meritare il centro di aggregazione sociale ricavato a villa Spinetta-Babbini, ribattezzato con il nome di Famiglia accogliente. «L’augurio è che qui possiate sempre sentirvi a casa», ha auspicato la presidente della cooperativa Sacro Cuore, Maria Piredda, rivolgendosi alle utenti del servizio che sarà trasferito nella struttura inaugurata sabato. Un momento atteso da quasi dieci anni, da quando cioè Liliana Spinetta-Babbini donò la sua proprietà al Comune con l’impegno che sarebbe stata utilizzata per finalità sociali.

La riconversione da abitazione civile a centro diurno e residenziale per persone con disabilità psico-fisiche ha richiesto molto tempo e un investimento di mezzo milione, ma alla fine la metamorfosi si è compiuta. «È una grande emozione – ha detto il sindaco Domenico Gallus –. L’attenzione alle fasce deboli è l’impronta che vogliamo dare alla nostra amministrazione, un segnale importante alle persone che più di tutte hanno bisogno di essere supportate». Inizialmente sarà avviato il servizio diurno con la prospettiva di utilizzare quanto prima anche la zona notte, in grado di accogliere almeno sei persone.

«È una scommessa», ha affermato l’assessore regionale Luigi Arru facendo implicito riferimento agli obiettivi perseguiti con la riforma del sistema sanitario: «In una regione in cui la popolazione ha un’età media di 65 anni bisogna avere il coraggio di cambiare il modello della rete sociale, e trovare modelli per sostenerci con metodi innovativi è il futuro». A villa Babbini saranno svolte attività consolidate e introdotte alcune novità come i percorsi riabilitativi di ortoterapia, l’educazione stradale, i laboratori musicali, di lavorazione della ceramica e di biodanza.

«Destinatari del progetto non sono solo coloro che partecipano, ma anche le famiglie, gli operatori e i collaboratori pubblici e privati», ha spiegato Manuela Cominu illustrando il servizio di aggregazione, che attualmente coinvolge tre donne che offrono supporto alle famiglie. La parte conclusiva della presentazione è stata dedicata al ricordo di Liliana Spinetta. «Mi piacerebbe che anche i giovani sapessero chi era», è il desiderio espresso Sebastiano Muscas, che da assessore curò la pratica della cessione dello stabile. «Sarebbe stata più che felice, aveva molto a cuore questo progetto», ha detto Angela Sanna, amica della benefattrice scomparsa nel 2012.

Maria Antonietta Cossu

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