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Oristano

Clienti attirati dal web, in crisi i negozi di Bosa

di Alessandro Farina
Clienti attirati dal web, in crisi i negozi di Bosa

Vendite natalizie: dagli esercenti del centro un giudizio del tutto negativo «I clienti entrano, misurano, fanno le foto, per poi fare acquisti sulla Rete»

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BOSA. La ripresina economica, annunciata a livello nazionale, sulle rive del Temo non si è ancora tradotta nella crescita del settore più sensibile ai picchi dle mercato: il commercio.

Per dirla in termini di voti scolastici, proponendo una votazione da uno a dieci sul periodo fra Natale, Capodanno e l’Epifania, la media del punteggio raccolto infatti, alla fine dei conti, si attesta a quota quattro, al massimo a quattro e mezzo a voler essere benevoli. «Ma quali feste: qui da fine dicembre sembra il due novembre», taglia corto ad esempio la titolare di un noto esercizio di abbigliamento sportivo del Corso, la zona dove il voto virtuale dei commercianti sul periodo appena trascorso va dal quattro al tre.

La battuta amara infatti riassume il sentimento di tanti colleghi del commercio tra via Mannu, piazza Monumento e la parte iniziale della storica via in acciottolato, insomma il cuore di quello era, congestionato nelle feste, centro cittadino.

Eppure non sono mancati i momenti di incontro e socializzazione, ad esempio con i numerosi appuntamenti dei mercatini di Natale. Tutto inutile. «Ha vinto la globalizzazione», decreta con una cesoiata Massimo Mocci, titolare di uno storico negozio di articoli da regalo. Dopo la lotta per fidelizzare i clienti potenzialmente attirati dai centri commerciali dell’isola, oggi la battaglia, impossibile da vincere, è con il web e le vendite online.

«Spesso i clienti danno un’occhiata, fanno una foto e confrontano il prodotto con quelli disponibili su internet, con i quali è difficile competere», riferisce la commessa di un negozio di giocattoli. «Negli anni scorsi almeno si lavorava costantemente più mesi all'anno, in particolare con gli stranieri in arrivo grazie ai voli low cost ad Alghero. Oggi manca quella fetta di economia», dicono i titolari di Totalsport, nella via Mannu. Un flusso, quello degli ospiti in arrivo dai paesi del Nord Europa che innescava sicuramente anche il motore degli acquisti da parte dei locali, almeno secondo il pensiero dei titolari di una merceria di piazza Monumento. Un sei e mezzo, l’unico voto sufficente raccolto, arriva dall’edicola bazar di Giuseppe Zucca, che rileva però un generale clima di freddezza, per umori e acquisti. «Do un sei, ma la tensione di anno in anno è al ribasso», ammette Giancarlo Mannu dell’Hotel Mannu. La crisi, economica e di presenze nella bassa stagione, in riva al Temo si fa pesantemente sentire. Tanto più dopo il crollo quasi decennale del settore dell’edilizia, un altro dato più volte rilevato dai commercianti.

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