Appiccò otto incendi, condannato a 3 anni e 4 mesi

San Nicolò Arcidano, processato un pensionato di Mogoro Roghi seriali, era stato arrestato in flagranza ad agosto

ARCIDANO. Un filotto di incendi. Altrettanti gli erano stati inizialmente attribuiti senza che però si arrivasse a prove concrete per una contestazione formale. In ogni caso basta la prima serie per arrivare alla condanna di Terenzio Garau, pensionato di 68 anni originario di Uras residente a Morimenta, piccola frazione del Comune di Mogoro. Quattro anni ha chiesto il pubblico ministero Daniela Muntoni, a tre anni e quattro mesi si è fermato il giudice monocratico Francesco Mameli.

Cosa spingesse la mano di Terenzio Garau ad armarsi di micce, accendini e inneschi resta un mistero. Il movente non è mai saltato fuori durante il processo celebrato con il rito abbreviato, ma l’arresto in flagranza avvenuto la scorsa estate e una serie di attività di indagine portate avanti dagli agenti del Corpo Forestale e dai dipendenti dell’Ente Foreste hanno permesso di risalire all’autore di una serie di incendi che avevano mandato in cenere diverse decine di ettari.

Dopo i primi roghi avvenuti a Pabillonis, Uras, Guspini, Marrubiu e Terralba, gli inquirenti avevano fortissimi sospetti nei confronti di Terenzio Garau. Fu così che, seguendo le tracce del rilevatore satellitare piazzato sulla sua auto, arrivarono a San Nicolò Arcidano nel momento in cui si stava nuovamente preparando ad appiccare le fiamme. Con sé aveva una serie di micce, sigarette, accendini, fiammiferi e tutto ciò che, secondo la Forestale, doveva servire per mettere a segno l’ennesimo incendio. Fu per questo motivo che scattarono le manette tramutate nei domiciliari che sono tuttora in vigore.

La versione dell’imputato è stata però differente rispetto a quella dell’accusa. L’avvocato difensore Maria Cauli ha infatti spiegato che i nove accendini, la gran quantità di fiammiferi e le sigarette non servivano come miccia per far partire le fiamme secondo una tecnica assai consolidata usata dagli incendiari. Terenzio Garau sarebbe stato solo un accanito fumatore che, per caso, si trovava il 27 agosto nella zona di San Nicolò Arcidano in cui erano partiti due incendi. Una coincidenza che però non ha convinto il giudice che ha così deciso per la condanna a tre anni e quattro mesi. A pesare, oltre all’arresto in flagranza, sono state proprio le tracce rilevate dal sistema satellitare, grazie al quale gli agenti erano riusciti a seguire gli spostamenti di Terenzio Garau che, il 7 agosto, era riuscito a evitare di essere beccato perché la traccia dei suoi spostamenti si era interrotta proprio mentre veniva pedinato.

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