Estreme povertà, sit-in in Comune

Martedì manifestazione per chiedere più aiuti per chi è in difficoltà

TERRALBA. Prima un sit-in davanti al municipio, poi chiederanno di assistere ai lavori del Consiglio comunale. Si definiscono “un gruppo di disperati”, e sono persone che per diverse ragioni hanno necessità dell’assistenza pubblica per poter condurre una vita dignitosa e far fronte alle spese quotidiane: affitto, bollette, acquisti alimentari.

Per molti però, l’aiuto che arriva dal Comune non è più suffuciente. In tempi di crisi, il moltiplicarsi delle situazioni di disagio, unito al taglio dei trasferimenti, ha in qualche modo condizionato gli interventi. Ecco perchè il sit-in.

Il sindaco di Terralba, Pietro Paolo Piras, è consapevole delle situazioni di difficoltà. Appena qualche giorno fa, aveva inviato all’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru e al direttore generale delle politiche sociali Stefania Manca, una nota per sollecitare l’adozione dei provvedimenti attuativi della Legge regionale che istituisce il reddito di inclusione sociale. Piras esprimeva preoccupazione per la situazione, a volte drammatica, vissuta da alcune famiglie, ma anche per le possibili conseguenze. «Lo stato di disagio sociale è di gravità estrema ed alimenta uno stato di tensione e malcontento che si sta manifestando anche in atti di singoli o di gruppi spontanei di persone che per ora sono solo sgradevoli ma che si teme che a breve possano sfociare in qualcosa di irresponsabile verso la pubblica istituzione», aveva sottolineato.

Il rogramma “povertà estreme” ha permesso al Comune di impiegare decine di persone in servizi di pubblica utilità, 80 nel 2015 e 50 nel 2016 e di aiutare nel pagamento dei servizi essenziali oltre cento famiglie. Ma che rappresenta comunque una goccia nel mare delle innumerevoli necessità delle famiglie in difficoltà. E molte di queste, manifesteranno martedì.

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