Dedoni: «Sbs, operazione poco trasparente»
Il consigliere regionale dei Riformatori attacca di nuovo la Giunta per la vendita a Bonifiche ferraresi
ARBOREA. Gli uffici sono al lavoro per rimediare all’inghippo che ha bloccato l’atto di vendita di Sbs alla società Bonifiche ferraresi. L’inatteso stop ha prodotto il commento del consigliere regionale dei Riformatori, l’oristanese Attilio Dedoni, che sulla cessione a Bonifiche ferraresi era sempre stato molto critico: «Lo stop improvviso ed imprevisto alla cessione della Società Bonifiche Sarde a Bonifiche Ferraresi, dimostra una volta di più che è vero ciò che andiamo dicendo da tempo, cioè che questa vicenda si caratterizza per una fretta a dir poco sospetta e una mancanza di trasparenza».
Secondo il capogruppo dei Riformatori in consiglio regionale «è ora che la Giunta si decida a sollevare il velo di mistero che ha fatto calare sulle trattative in corso con Bonifiche Ferraresi, un colosso espressione dell’alta finanza italiana, saldamente radicato negli ambienti politici nazionali».
Dedoni pone alcune domande: «A cosa è dovuta la mancata presentazione della documentazione necessaria da parte dell’agenzia Laore? Si tratta veramente di un semplice ritardo o esistono ostacoli tali da rendere impraticabile la cessione? O ci sono invece delle ragioni di natura più politica, da ricercarsi nei confronti in corso all’interno del centrosinistra in vista del rimpasto? È vero che la Regione rischia di dover pagare i danni a Bonifiche ferraresi? Ed è vero che anche gli ambienti finanziari isolani si starebbero muovendo affinché l’affare vada in porto in tempi rapidi?».
A tutte queste domande il consigliere dei Riformatori chiede che risponda la Giunta «che invece sta continuando a gestire la partita della Sbs come se fosse la vendita di un’auto usata, scegliendo di trattare con uno solo dei potenziali acquirenti secondo un regime strettamente privatistico».
L’esponente politico oristanese chiede anche che la Giunta chiarisca il perché «sia stata scartata a priori l’offerta economicamente più alta, l’unica che avrebbe garantito il mantenimento dei livelli occupazionali e il permanere della titolarità dell’azienda in Sardegna, contribuendo così allo sviluppo del comparto agricolo isolano».
Livelli occupazionali, è bene ricordarlo, che erano stati garantiti anche nell’accordo con Bonifiche ferraresi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
