Santa Giusta, guerra di campanile per il porto

Il ministero autorizza Santa Giusta ad attribuirgli il suo nome. Lunedì un incontro

SANTA GIUSTA. Il campanile non è la felicità, ma se qualcosa può far piacere alla propria terra natìa non c’è ragione per non raggiungerla. Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale di Santa Giusta aveva inoltrato al ministero per la Infrastrutture la richiesta di modificare la denominazione del porto industriale che oggi porta il nome di “Oristano” pur essendo in territorio di Santa Giusta. I due Comuni hanno aree sulle quali oggi sorge il Consorzio industriale, ma è Santa Giusta ad avere la maggioranza dei terreni impegnati, incluso quello in cui ricade il porto. Per il sindaco Antonello Figus il fatto che esso porti il nome del capoluogo è uno smacco, tanto da aver deciso nei mesi scorsi di chiedere l’autorizzazione al cambio del nome.

L’attesa non lunga e nemmeno spasmodica si è conclusa con la circolare del ministero che ha autorizzato al cambio del nome, non essendoci ostacoli burocratici di alcun tipo e convenendo sul fatto che il porto si trovi sul territorio comunale di Santa Giusta. Lo stesso documento però afferma che non è consigliata una mossa del genere. Sarebbe invece più auspicabile che si arrivasse magari a una doppia denominazione sulla scorta di quanto già avviene in altre realtà – Cagliari-Elmas, Roma Fiumicino e via elencando – per evitare di ingenerare confusione.

E proprio per non cadere nel caos, il comandante della Capitaneria di porto, Erminio Di Nardo, ha convocato per lunedì una conferenza di servizi alla quale parteciperanno i sindaci dei due comuni interessati. Questioni di campanile, anzi di porto. (e.c.)

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