Striscione di protesta, la rivendicazione
Volantino firmato Primavera Oristanese: «Dissenso pacifico per il senso di appartenenza alla città e alla manifestazione»
ORISTANO. Sono riapparsi: dopo lo striscione, il volantino. O, almeno, dicono essere gli stessi protagonisti: quelli che hanno affisso uno grande striscione di protesta per la chiusura della piazza Cattedrale in occasione della Sartiglia sulle tribune di via Duomo e quelli che hanno cercato di spiegare il loro gesto con un documento diffuso ieri in città e arrivato anche in redazione. Si firmano “la Primavera Oristanese e ovviamente non c’è modo di verificare la veridicità della “rivendicazione”. Anche se le argomentazioni sono convincenti: «Siamo il gruppo di giovani che hanno affisso lo striscione sulla tribuna B in via Duomo con la scritta: “Cattedrale chiusa, gioventù esclusa”. La nostra contestazione è completamente apolitica e i colori e le scritte utilizzati non fanno riferimento a alcuna posizione ideologica. La nostra è una protesta pacifica non offensiva, perciò ci dissociamo fortemente dall’identificarci come pericolosi estremisti e vigliacchi».
Gli autori del volantino ricordano che «per la prima volta nella storia della corsa la piazza Duomo verrà chiusa al pubblico».
Primavera Oristanese prosegue sostenendo che «il consumo e l’abuso di alcol e droghe sia sbagliato», ma ritengono controproducente «chiudere la piazza, uno degli spazi più controllabili e gestibili dalle forze dell’ordine».
«Questa protesta è esclusivamente frutto del nostro senso di appartenenza a questa città e alla manifestazione. Siamo un gruppo di ragazzi semplici che vuole passare una bella Sartiglia senza che ci siano né disagi né restrizioni».
Quindi non accenna a placarsi la polemica sulla piazza Cattedrale blindata in occasione della Sartiglia. Anche il sindaco Guido Tendas è nuovamente intervenuto per replicare, con un comunicato, alle accuse lanciate dal collettivo studentesco “Furia Rossa”, che aveva criticato sia la decisione del questore Di Ruberto di chiudere la piazza, sia l’atteggiamento del sindaco, giudicato troppo morbido e accondiscendente verso la posizione del responsabile dell’ordine pubblico.
«Libertà di pensiero, di critica, di contestazione, ma rispetto delle regole - sostiene il sindaco -. Il mio pensiero l'ho espresso immediatamente dopo il questore affermando che non poteva essere messa in discussione la libertà di pensiero, di critica e di contestazione. L'ho detto senza se e senza ma. Ma ho anche detto che esistono le regole da rispettare quando si esprime il proprio dissenso».
Una questione di modalità, di tempi e di luoghi: «Intanto non in casa d'altri, di nascosto, senza mettere in conto che si dovranno anche pagare delle conseguenze. Quella è una tribuna in allestimento e se qualcuno si fosse fatto male il presidente della Fondazione Sartiglia avrebbe passato qualche guaio. La nostra libertà finisce dove inizia quella dell'altro. Per questo esistono le regole che vanno rispettate sino a quando non vengono cambiate».
Tendas ricorda anche i precedenti che sono alla base della decisione del questore: «La chiusura della piazza Cattedrale è conseguenza di fatti gravi accaduti tre anni fa che hanno imposto nuove misure di sicurezza. Nessuna "incapacità di affrontare il dissenso né delega alla polizia della gestione e repressione di ogni sua manifestazione". Dopo la Sartiglia quella piazza tornerà di uso pubblico. Sarà responsabilità e orgoglio di chi la userà rispettare il lavoro di quanti la tengono pulita e il diritto di chi non vuole vederla ridotta a immondezzaio».
Il sindaco conclude auspicando il dialogo: «Sono ovviamente sempre disponibile a un confronto su questi temi con la "gioventù esclusa" in un luogo pubblico messo a disposizione dal Comune come fatto altre volte. Anche per criticare il sindaco».
Sulla vicenda è intervenuto anche il leader indipendentista Salvatore Meloni che ha offerto agli autori dello striscione di protesta «la cittadinanza onoraria della Repubblica di Maluentu».
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