Laconi, la minoranza: «Casa protetta sottoutilizzata»
LACONI. La comunità guarda con interesse al futuro della casa di riposo e si attende ora l'apertura della nuova ala, destinata ad accogliere ospiti con disabilità in ambiente protetto. I lavori sono...
LACONI. La comunità guarda con interesse al futuro della casa di riposo e si attende ora l'apertura della nuova ala, destinata ad accogliere ospiti con disabilità in ambiente protetto. I lavori sono ultimati, ma non è ancora chiaro quando questa potrà essere utilizzata. Nei giorni scorsi a riportare l'attenzione sulla struttura è stato il gruppo consiliare “Insieme per Laconi” che ha presentato un'interrogazione per conoscere le reali motivazioni della mancata apertura. I consiglieri della minoranza sottolineano due aspetti per i quali si dovrebbe sollecitare l'utilizzo di questa nuova parte; in primis per le ingenti risorse pubbliche impegnate per la realizzazione dei nuovi spazi e, infine, perché l'apertura garantirebbe un incremento, di almeno 10 unità, dei posti disponibili, determinando una migliore condizione abitativa degli utenti e creando potenzialmente anche nuove opportunità occupazionali per le figure professionali di riferimento. La casa di riposo intitolata a Sant'Ignazio è una storica istituzione della cittadina del Sarcidano. È sorta nel 1938, dietro la spinta delle famiglie più abbienti del paese, su iniziativa della parrocchia, col sostegno delle volontarie della associazione “Dame di Carità”. Ha assolto da subito il compito di opera pia nel dare ricovero e assistenza, a titolo assolutamente gratuito, a tanti vecchi del paese senza famiglia o risorse ed è stata gestita dalle suore della Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli fino pochi anni fa. Per oltre quattro decenni, fino agli anni '60 è andata avanti con la generosità che arrivava dalla comunità attraverso la questua giornaliera, porta a porta, di viveri e indumenti, operata da volontarie. Dal 2012, quando le religiose hanno deciso di lasciare il paese, la struttura, che nel frattempo era diventata proprietà comunale, è stata affidata alla cooperativa onlus “Zerocento” che ancora la gestisce. Oggi non resta che attendere l'apertura della nuova ala. Questa nuova ala, già affidata in gestione, sarà destinata a residenza sanitaria protetta e, come ricordato dalla minoranza, potrà aumentare la disponibilità dei posti; aspetto questo non secondario poiché consentirebbe a chi dovesse aver bisogno di assistenza in struttura protetta di poter restare nel proprio paese, senza dover essere sradicato dal proprio ambiente.
Ivana Fulghesu
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