«Essere indipendentisti non è reato»
Il pm chiede l’archiviazione per Doddore Meloni, ma il suo avvocato rilancia: «Vogliamo il rinvio a giudizio»
ORISTANO. Liberi di professarsi indipendentisti: una battaglia che varca i confini della Sardegna quella che ha intrapreso Doddore Meloni. Il leader del movimento Meris non smette di stupire. A Oristano e Cagliari continua a collezionare condanne e rinvii a giudizio e si dichiara vittima di una vera e propria persecuzione giudiziaria orchestrata col proposito di stroncare la sua battaglia per l'indipendenza della Sardegna. A Brescia, dove ieri è comparso davanti al giudice dell’Udienza preliminare per rispondere dell'accusa di associazione sovversiva assieme ad altri 45 imputati è successo infatti che il pubblico ministero ha chiesto a sorpresa l’archiviazione e che il suo difensore, l'avvocato Cristina Puddu, ancor più a sorpresa, ha chiesto invece il rinvio a giudizio del suo assistito.
Per sapere come andrà a finire bisognerà aspettare almeno fino alla prossima udienza già fissata per il 17 marzo. Intanto l'avvocato Puddu e lo stesso Meloni spiegano il come e il perché del quantomeno insolito capovolgimento dei ruoli avvenuto a Brescia. «Il fatto - ha spiegato l'avvocato Puddu - è che il pubblico ministero ha chiesto il proscioglimento di Meloni senza aggiungere una sola parola di motivazione e ha chiesto invece il rinvio a giudizio di tutti gli altri imputati sostenendo che per il reato di eversione non c'è bisogno di atti concreti, ma basta e avanza anche solo il fatto di chiedere l'indipendenza della propria nazione».
Su questo si combatte la prossima battaglia: «Noi non siamo d'accordo - ha commentato l'avvocato Puddu - e vogliamo invece andare al processo per dimostrare davanti ai giudici della corte d'Assise non solo che Meloni non ha commesso il reato di cui è accusato, ma anche e soprattutto che ogni cittadino ha invece tutto il diritto, sancito da trattati internazionali sottoscritti anche dallo Stato italiano, di chiedere l'indipendenza della propria nazione e di battersi per conquistarla».
Una sorta di sfida che potrebbe costare cara a Meloni. Per il reato di cui è accusato rischia infatti una condanna da cinque fino a dieci anni di reclusione. I fatti risalgono a due anni fa, quando i carabinieri del Ros fecero scattare le manette ai polsi di 24 indipendentisti veneti, tra i quali anche il fondatore della Liga Veneta ed ex sottosegretario agli Esteri Franco Rocchetta, accusati di aver promosso, costituito, organizzato e finanziato una associazione denominata “L’Alleanza”, che avrebbe avuto tra i suoi propositi anche una nuova occupazione militare di Piazza san Marco, a Venezia, con l'impiego di un trattore blindato armato con un cannoncino da 12 millimetri che era stato sequestrato in un casolare del padovano.
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