Botte e minacce a un giovane, ora è a processo per stalking
ORISTANO. Una vittima debole e indifesa. È il bersaglio preferito di chi pratica lo stalking, reato contestato a un ventiquatrenne che per diversi mesi, nel 2015, avrebbe perpetrato la sua illecita...
ORISTANO. Una vittima debole e indifesa. È il bersaglio preferito di chi pratica lo stalking, reato contestato a un ventiquatrenne che per diversi mesi, nel 2015, avrebbe perpetrato la sua illecita ritorsione nei confronti di un altro ragazzo più piccolo. È così che Francesco Ferrara si ritrova di fronte al giudice monocratico Maurizio Lubrano e con il pubblico ministero Giuseppe Scarpa che lo accusa, affiancato dall’avvocato di parte civile Massimiliano Carta. Dall’altra parte l’avvocato difensore Loretta Pusceddu è pronta a smontare le accuse, nate dopo la denuncia della vittima. L’episodio che mise fine al presunto stalking accadde in via Tharros. Come hanno raccontato in aula alcuni testimoni, la vittima fu colpita da un calcio alle spalle e successivamente da un altro in pancia.
Non sarebbe però stata la prima volta perché da diversi mesi sarebbero andate avanti le aggressioni fisiche e verbali, gli sguardi e le telefonate che dovevano servire per ricordare che un vecchio episodio – probabilmente uno scambio di fotografie e messaggi con la sorella dell’imputato – andava vendicato. È vera la ricostruzione fatta da alcuni testimoni? Per ora la difesa ha fatto numerose contestazioni, ma il processo è solo all’inizio e la prossima udienza non è dietro l’angolo. Si torna in aula il 15 gennaio 2018. (e.c.)
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