La sindaca Pintus presenta l’elenco dei problemi irrisolti
ARBOREA. La cortesia istituzionale ha prevalso, ma il sindaco di Arborea, Manuela Pintus, questa visita repentina e attuata con grande dispiegamento di assessori regionali l’ha vissuta con un po’ di...
ARBOREA. La cortesia istituzionale ha prevalso, ma il sindaco di Arborea, Manuela Pintus, questa visita repentina e attuata con grande dispiegamento di assessori regionali l’ha vissuta con un po’ di disagio. Per lungo tempo, prima che la vicenda della cessione della Sbs a Bonifiche Ferraresi venisse definita, aveva chiesto alla Giunta Regionale di prestare attenzione ai problemi della comunità di Arborea. Un invito che ha rinnovato anche ieri in una lunga lettera al presidente Pigliaru e alla Giunta. Una lettera nella quale ricorda le «principali problematiche del territorio di Arborea, con particolare riferimento al comparto produttivo, alle condizioni della viabilità rurale, alla mancata copertura territorio di una connessione veloce a internet, al decadimento e al degrado in cui versano i beni architettonici di pregio simbolo dell’identità della storia della comunità».
Un lungo elenco di problemi per la cui analisi secondo il sindaco Pintus sarebbe necessario «un confronto che includa tutti i portatori di interesse» per giungere «a soluzioni rapide e quanto più condivise nell’esclusivo interesse della comunità». Il quaderno delle lagnanze è lungo e articolato. La crisi delle aziende agro-zootecniche, innanzitutto. Il nodo che probabilmente ha impedito alla 3A di inserirsi nell’acquisto della Sbs. «A parità di ricavi medi e a fronte dell'incremento dei soli costi alimentari del 30 per cento - scrive Manuela Pintus -, (al netto dei costi per gasolio, farmaci ed altre voci che incidono sul costo a capo, si è venuta a determinare, dal 2006 al 2016, una perdita reddituale pari a 46.000 euro annui, ovvero più di 5 centesimi di euro per litro prodotto, per un’azienda di medie dimensioni con 80 capi adulti». Un impoverimento evidente. Ma non basta. C’è il prezzo del latte: «In circa 30 mesi si sono persi quasi 8 centesimi per Kg di latte. Per la stessa azienda di medie dimensioni con una stalla di 80 capi adulti che realizza in un anno circa 800.000 Kg di latte, 8 centesimi al Kg equivalgono (a costi invariati) a una perdita annuale di ricavi pari a 64.000 euro».
Altri guai nel settore ortofrutta dove il territorio di Arborea «ha registrato un livello dei prezzi particolarmente basso nel corso dell’anno, in modo marcato per le colture protette. La calendarizzazione della campagna irrigua, basata su una concezione della stagionalità tradizionale, non è più in grado di tener conto delle reali esigenze dei produttori». E poi ci sono i ritardi nei pagamenti dei premi comunitari (benessere animale e Pac), l’esclusione «delle nostre aziende dall’erogazione dei contributi “aiuto eccezionale ai produttori di latte e agli allevatori di altri settori zootecnici” per le modalità con cui il Mipaaf ha recepito il Regolamento, con contributi destinati esclusivamente alle aziende oltre i 600 metri di altitudine».
Arborea e Terralba sono poi rimaste fuori dagli interventi della Regione in infrastrutture di rete, ampliamento dell’offerta di reti wireless e di punti di accesso wi-fi e molto altro ancor in quanto non ricadenti nelle “aree rurali bianche” di tipo C e D. Il sindaco non dimentica il problema della manutenzione delle strade rurali, l’Adsl che non raggiunge molte aziende da Adsl (delle 250 aziende agricole esistenti, molte sono all’avanguardia dal punto di vista tecnologico. In alcuni allevamenti sono stati realizzati degli impianti automatici per la mungitura dei bovini i quali necessitano di un costante controllo da remoto, ma senza una velocità di connessione elevata si rende meno funzionale l'investimento».
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