Opere d’arte false? A processo
Acquistate on line come autentiche, ma il collezionista è accusato
ORISTANO. Un acquisto su internet e il guaio può essere dietro l’angolo. Il collezionista d’arte Antonello Carboni si difende, ma intanto si ritrova di fronte al giudice monocratico Francesco Mameli. Ad accusarlo di ricettazione è il pubblico ministero Daniela Caddeo che gli contesta il possesso ottenuto attraverso una vendita on line di alcuni pezzi d’arte che però l’accusa ritiene siano dei falsi. Si tratta di alcune opere in ceramica degli artisti Melchiorre Melis e Federico Melis, che però il suo possessore considera dei pezzi d’autore tanto da averne richiesto e ottenuto la certificazione dal massimo esperto in materia ovvero il direttore del museo di Urbania.
Questo non è bastato per evitargli il processo che si è mostrato alquanto animato sin dalle prime battute. La difesa affidata all’avvocato Roberto Martani contesta intanto il fatto che le opere in possesso di Antonello Carboni fossero dei falsi e che fossero detenute per la vendita: erano infatti esposte nel suo studio. Durissimo è stato poi lo scontro con la consulente dell’accusa, la dottoressa Maria Laura Ferru, che era stata anche colei che aveva presentato l’esposto alla Soprintendenza.
Il processo proseguirà il 27 giugno. (e.c.)
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