Antenne in aree a usi civici il Comune sotto accusa

Cabras, l’associazione Libe.r.u. chiede che l’ente annulli il contratto con Tim Gli apparecchi serviranno per la Protezione civile e il salvamento a mare

CABRAS. Il via libera all’installazione provvisoria di due impianti per la telefonia mobile su aree gravate da usi civici, dato dal Comune di Cabras, è al centro di una protesta Laura Celletti, responsabile territoriale della provincia di Oristano di Libe.r.u.-Lìberos Rispetados Uguales. La ragione è che non sarebbe rispettata, da parte del Comune, la normativa sull’utilizzo delle terre civiche e sul loro affidamento. Di conseguenza l’associazione chiede che il Comune di Cabras che venga immediatamente annullato l’accordo con la società (si tratta della Tim), proprio per garantire il rispetto della normativa.

Il Comune di Cabras ha deciso all’unanimità l’affidamento per ragioni di Protezione civile e di salvamento a mare. «Lungo la costa del Sinis da diversi anni, il segnale della telefonia mobile è decisamente debole con gravi ripercussioni per le comunicazioni. È proprio per questo, nella scorsa seduta, il Consiglio Comunale, all'unanimità, ha autorizzato sulle aree ad uso civico, la Tim Spa, all'installazione provvisoria di due impianti per la telefonia mobile per un totale di 90 giorni durante i mesi estivi, al fine di garantire copertura di rete al litorale in cui il segnale è praticamente assente».

Ma, sottolinea Libe.r.u., «l’affidamento di un terreno ad uso civico ad una società privata collide fortemente con i principi e le leggi che regolamentano l'utilizzo delle terre civiche». La normativa di riferimento è l’articolo 2 della Legge Regionale 14 marzo 1994 n. 12, secondo il quale, “Gli usi civici, intesi come i diritti delle collettività sarde ad utilizzare beni immobili comunali e privati, rispettando i valori ambientali e le risorse naturali, appartengono ai cittadini residenti nel Comune nelle cui circoscrizione sono ubicati gli immobili soggetti all'uso”.

«Libe.r.u. non contesta l'utilità di un servizio ma l'irregolarità dell'affidamento di terre civiche a privati esterni alla comunità: queste terre appartengono alla comunità, non all'amministrazione comunale, la quale pertanto non ha alcun diritto di affittarle. Il servizio di telefonia, che peraltro sarebbe opportuno assicurare a tutti i cittadini cabraresi per 365 giorni l'anno e non solo quando arrivano i turisti, si potrà garantire collocando gli impianti in questione in terreni privati o in terreni comunali non gravati da uso civico». Ecco perché il Comune dovrebbe annullare l’accordo. Resta da vedere che decisioni assumerà l’ente.

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