Nasce un grande parco ambientale
Si parte col recupero dell’ex mattatoio comunale: le rive della laguna di Santa Giusta fulcro del nuovo programma
ORISTANO. Lo stagno porta il nome dei vicini di casa di Santa Giusta. Una parte delle sue sponde però ricade nel Comune di Oristano che con la laguna non sempre ha avuto un rapporto fraterno. In passato i propri reflui fognari ci sono finiti dentro causando danni ambientali rilevanti, ma ora proprio in nome dell’ambiente il capoluogo non guarda più allo specchio d’acqua dei cugini come qualcosa di cui non interessarsi. Il Progetto Oristano Est allunga infatti le sue mire anche su quella parte di territorio che si affaccia sulle rive lagunari.
Il mega investimento di rifacimento della periferia (non solo est), finanziato con fondi che supereranno i cinquanta milioni, guarda infatti anche verso lo stagno. Nei giorni scorsi è stata presentata la parte che riguarda l’ex mattatoio comunale. Da anni in disuso e ormai decadente, sarà il fulcro del nascituro parco ambientale, ovviamente al termine di un’operazione di recupero e riconversione che lo trasformerà in un centro servizi. Sarà il punto di partenza di quello che è stato definito come “parco lineare naturalistico” che comprenderà tutte l’area che si affaccia sullo stagno ricadente nel Comune di Oristano per poi arrivare sino al Foro Boario seguendo il percorso della ferrovia.
Confinante col canale di San Giovanni, l’ex mattatoio comunale conoscerà una nuova vita seguendo quattro principi cardine: usabilità, connessione, spazio pubblico e sostenibilità. Come hanno spiegato l’architetto Aaron Murgia, il dirigente comunale Giuseppe Pinna e l’assessore Efisio Sanna queste parole d’ordine contengono gli obiettivi sui quali si innesterà l’intervento che mira a trasformare l’area abbandonata in una zona fruibile dall’intera comunità. Sarà per questo un punto strategico che collegherà la città e le sue attività al nuovo sviluppo ambientale che le si vuole dare. La razionalizzazione degli edifici e degli spazi già presenti andrà di pari passo con un incremento degli spazi verdi e della vegetazione e sarà allora che si innesteranno anche le varie attività che finiranno in mano al privato che porterà avanti l’opera dividendo la spesa con l’ente che invece metterà la parte di finanziamento prevista.
Sarà un luogo dove si mischieranno attività culturali, ludiche, ricreative, imprenditoriali e sportive. E così cambia l’orizzonte di una città che sino a questo momento aveva guardato verso le acque dello stagno come a qualcosa di estraneo. Ora da quelle sponde partono i nuovi progetti che cambieranno l’urbanistica cittadina.
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