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Oristano

“Ricoverate Doddore Meloni”

“Ricoverate Doddore Meloni”

Appello del legale dell’indipendentista al 23esimo giorno di sciopero della fame

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ORISTANO. Si sono aggravete le condizioni di Doddore Meloni, il presidente di Meris detenuto dal 28 aprile scorso e ora al 23esimo giorno di sciopero della fame e della sete. Si sono aggravate al punto tale da non essere compatibili con la carcerazione: per questo il suo avvocato, Cristina Puddu, ha deciso di sollecitare l'immediato intervento da parte della Direzione dell'amministrazione carceraria della Casa circondariale di Massama, perché tramite il personale medico dalla Assl disponga il ricovero urgente di Meloni all’ospedale San Martino ad Oristano. Il difensore chiede anche che l’intervento dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, perchè «si dia adeguata e tempestiva soluzione a quanto sta accadendo nei confronti del detenuto Meloni».

Cosa sta accadendo, secondo il legale? Due giorni fa Meloni è rientrato da Brescia, dove era imputato in un processo e dove è stato portato in barella visto l’aggravarsi delle sue condizioni mediche. «Durante la visita fatta al ritorno a Massama, il medico del carcere - del quale non è dato sapere il nome essendosi rifiutato di comunicarlo a Meloni che gliene faceva espressa richiesta - non ha voluto autorizzare nemmeno l'utilizzo della sedia a rotelle per gli spostamenti all'interno della struttura». Solo dopo grandi insistenze e constata la estrema debolezza del detenuto, gli è stato consentito. L’avvocato Puddu, nel denunciare questa situazione, chiede interventi immediati. «In caso contrario, nella nefasta ipotesi di estreme conseguenze per la persona di Meloni, le dovute risposte dovranno essere date esclusivamente al popolo sardo».

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