Vespa contro auto, muore cinquantenne
Terralba: la vittima è Fabio Vinci, termoidraulico di 50 anni di San Nicolò Arcidano. Lo schianto dopo un’invasione di corsia
TERRALBA. Il filo della vita si spezza tra due file di case nel prolungamento di via Neapolis. La strada è dritta, la direzione presa dalla Vespa da collezione di Fabio Vinci invece cambia all’improvviso. Il termoidraulico di 50 anni di San Nicolò Arcidano perde il controllo della suo moto d’epoca proprio nel momento in cui nell’altra corsia arriva una Bmw Serie 1 guidata da una ragazza di trent’anni di Terralba. I due veicoli impattano e, per quanto la velocità non sia troppo elevata, lo schianto non dà scampo allo scooterista. La Vespa centra la parte anteriore della macchina e in quell’istante la tragedia è già consumata.
Fabio Vinci piomba a terra, immobile. Quando poco più tardi arrivano i soccorsi, il tempo per salvarlo è già passato. Probabilmente però nulla e nessuno avrebbe potuto strapparlo alla morte già scritta nel momento in cui la Vespa si era schiantata contro l’auto. «Morte sul colpo», dicono le parole tecniche che non lasciano spazio ai sentimenti che invece la tragedia porta con sè, perché a casa di Fabio Vinci c’è un bambino di dieci anni che aspettava il suo babbo di rientro dal classico giro sulle due ruote.
Le moto d’epoca o da collezione erano la sua passione, lo svago di una vita trascorsa tra famiglia e lavoro. Niente grosse cilindrate, ma un’apparentemente innocua Vespa che di certo non raggiunge velocità da circuito. E allora viene un dubbio che ha attraversato la mente dei soccorritori e anche dei carabinieri intervenuti per capire cosa possa aver generato l’incidente. Dal momento che le condizioni dell’asfalto erano buone e che la velocità non era elevata, appare quasi inspiegabile quel salto di corsia che sembra essere l’unica cosa certa dell’incidente. È la Vespa infatti che sarebbe piombata contro l’auto che arrivava dalla parte opposta. Le due ruote della moto erano gonfie e quindi bisogna escludere anche una foratura.
È di fronte a queste certezze che si fa strada l’ipotesi che un malore possa aver colpito Fabio Vinci il quale a quel punto avrebbe perso la guida dello scooter sino al momento fatale dello schianto. Il magistrato di turno, oltre alle indispensabili perizie, ha così deciso di far svolgere un’autopsia attraverso la quale sapere cosa realmente sia accaduto nel primo tratto di via Neapolis al di fuori del centro abitato di Terralba.
Sono dettagli che ovviamente riguardano le obbligatorie pratiche da sbrigare anche in casi del genere, dove la morte e il dolore vanno oltre ogni altra questione legata alla vita che va avanti. Quella di Fabio Vinci dalle 18.30 di ieri pomeriggio si è persa in un sabato che doveva essere come tanti altri. Con l’aria che passa attraverso il casco e arriva sul viso. Un sabato su due ruote per assaporare il piacere di una passeggiata su strade battute per anni, dove sino a ieri passavano solo istanti di una vita tranquilla e per questo ancor più bella.
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