La Nuova Sardegna

Oristano

La giunta già traballa, a rischio Mauro Solinas 

di Enrico Carta
La giunta già traballa, a rischio Mauro Solinas 

L’assessore appena nominato sarebbe pronto a fare un passo indietro Restano i dilemmi dell’allargamento della giunta a sette e delle quote rosa

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ORISTANO. Due sono troppo poche e forse anche sette sono tanti. Il Tiziano Ferro di Oristano avrebbe magari coniato questo ritornello trovandosi di fronte al dilemma o alla quasi certezza che la giunta appena varata non vedrà il mare aperto. A prescindere dal discorso delle incompatibilità vere o presunte di Mauro Solinas, le freschissime nomine estive del nuovo sindaco Andrea Lutzu rischiano infatti di finire contro il frangiflutti delle regole. Se qualche dubbio persiste sul fatto che l’esecutivo possa avere sette componenti, pochi o zero (di dubbi) ne restano sulle quote rosa. In una giunta a sette non sono sicuramente rispettate con le sole Pupa Tarantini e Gianna De Lorenzo, ma scendere a sei soli assessori non sposta di una virgola il problema perché la quota del 40% di rappresentanza di genere non sarebbe comunque garantita.

È necessario fare un ripasso delle norme per capire meglio di fronte a quale buccia di banana potrebbe fare la prima imprevedibile scivolata la giunta. La questione dell’allargamento a sette assessori era nata due anni fa quando la Regione aveva modificato la legge sugli enti locali stabilendo che in Sardegna «il numero degli assessori comunali non è superiore a un quarto, arrotondato all’unità superiore, del numero dei consiglieri comunali, computando a tal fine il sindaco». A Oristano si è in 25 compreso il sindaco. Il numero diviso per quattro dà il risultato di 6,25. Il fatto che si sia sopra l’unità sarebbe stato interpretato come il via libera per salire sino a 7. In realtà quando la legge parla di arrotondamento all’unità superiore farebbe riferimento al caso in cui la divisione arrivi almeno a 6,51. Nel caso di Oristano bisognerebbe quindi tornare indietro a sei, anche se c’è chi insiste sulla legittimità dell’ampliamento della giunta.

Per quanto riguarda le quote rosa il discorso è più semplice e quasi blindato. La cifra minima è del 40% di rappresentanza femminile per cui con sette assessori si è abbondantemente al di sotto, ma anche con sei più il sindaco bisogna che tre siano donne. Del resto Guido Tendas aveva mantenuto la giunta a cinque per tutto il periodo finale della sua consiliatura proprio perché, non avendo donne di fiducia da nominare, aveva voluto evitare di incorrere in ricorsi dell’opposizione che avrebbero anche ingenerato la nullità di tutti gli atti adottati qualora fosse stato scelto un altro uomo.

Ma quello è il passato, mentre è ora e qui che bisogna correre ai ripari prima ancora di aver cominciato. Il dilemma tormente la maggioranza che martedì alle 18.30 si insedierà in consiglio comunale. Serve un agnello sacrificale a tutti i costi e di certo questo non può essere tra chi era stato eletto. I vari Francesco Pinna, Gianna De Lorenzo, Gianfranco Licheri e Riccardo Meli hanno già accettato le deleghe e quindi all’atto della firma hanno anche sancito il loro decadimento da consiglieri comunali. Non avrebbero quindi nemmeno la poltrona che si erano conquistati a suon di voti nel caso in cui si volesse decidere di sostituire uno di loro prima ancora dell’esordio. Troppo perché accada. Massimiliano Sanna ancora non ha firmato per motivi personali perché non si trovava a Oristano. E allora restano i due “esterni” ovvero Mauro Solinas e Pupa Tarantini. Posto anche che la giunta possa essere composta da sette assessori, non può certo essere la quota rosa a saltare. Se proprio non si vuol rinunciare a Mauro Solinas si potrebbe quindi ovviare congelando l’ingresso di Massimiliano Sanna, il quale però è anche il più votato della coalizione vincente e dovrebbe essere pure il vicesindaco. Impossibile che faccia un passo indietro nel nome di Fortza Paris, la lista in cui è stato eletto e a cui appartiene, seppure non candidato consigliere. Servirebbe un alchimista per trovare la quintessenza.

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