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Ghilarza prova a far gestire ai privati alcuni siti naturalistici unici del territorio

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GHILARZA. Il Comune cerca il rilancio per i beni sottoutilizzati più importanti del suo patrimonio immobiliare.

Ci prova con un avviso esplorativo finalizzato all’affidamento di strutture ricettive e siti d’interesse culturale e naturalistico che possono essere il potenziale traino di uno sviluppo turistico. Il nutrito elenco comprende il museo paleobotanico di Zuri, l’ostello e il pontile di San Serafino, il maneggio, le serre di S’Arenarzu, i capanni per il bird wathing e i percorsi attrezzati dell’oasi di Cuccuru ‘e casu. Attraverso l’indagine preliminare l’amministrazione conta di ricevere proposte progettuali in grado di veicolare sul territorio occasioni di crescita economica e occupazionale. Solo in un secondo tempo, e a condizione di un esito apprezzabile di questa prima fase, sarà indetta una gara formale per la ricerca di un operatore economico con le carte in regola per declinare una fetta importante del patrimonio pubblico in un bene finalmente produttivo. Non è stato così, finora, per strutture che hanno comportato rilevanti investimenti pubblici come il museo paleobotanico della frazione, che salvo sporadiche aperture non è mai decollato. Un destino analogo ha avuto il piccolo polo turistico realizzato circa dieci anni fa nell’area di San Serafino, dove i fondi dell’ex legge 37 favorirono la creazione di un piccolo attracco sulla riva dell’ Omodeo e della struttura ricettiva situata a monte. Alterne fortune ha avuto il centro ippico di Caredda, mentre più recente è la storia di Cuccuru ‘e Casu, l’ex cava di sabbia ubicata in piena area Sic bonificata e attrezzata per le escursioni e l’osservazione delle specie ornitologiche stanziali o che svernano nelle zone umide. Per il Comune è urgente trovare un soggetto in grado di pianificare un’azione duratura di conservazione e valorizzazione del complesso di beni da cui poco profitto è stato tratto, anche solo in termini di promozione dell’immagine del territorio. I piani di gestione potranno prevedere servizi e attività differenziati purché compatibili con le caratteristiche degli immobili e della storia del paese e orientati alla promozione e allo sviluppo delle politiche sportive, turistiche e culturali: questa è la rotta indicata dalla giunta locale nell’atto di indirizzo che ha spianato la strada a un’opzione mai sperimentata prima per questa rete di beni, e cioè mettere sul piatto l’intero pacchetto e non le singole attrattive. (mac)

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