Bosa, orgogliosi per il restauro
Aumentano le sinergie tra pubblico e privato per l’orologio monumentale
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BOSA. Sul restauro dell’orologio monumentale del Corso Vittorio Emanuele interviene l’assessore comunale alla cultura Alfonso Campus. La vicenda dello storico manufatto che campeggia sulla facciata della chiesa del Rosario anima da qualche settimana il dibattito cittadino, che annuncia anche una concreta raccolta fondi per mettere mano al meccanismo interno dell’orologio.
Tanto che sulla collaborazione tra ente pubblico e privati l’amministratore apre con un auspicio. «Forse è l’inizio di una nuova coscienza cittadina». L’assessore si riferisce alla sistemazione dell’impalcatura che consentirà di lavorare sul meccanismo, installata a costo zero per le tasche dei cittadini, visto che è intervenuta una ditta edile, che fa capo anche al consigliere di maggioranza Mario Piras, per l’allestimento gratuito.
Sin dal 2015 il Comune aveva chiesto per le chiese di Santa Croce e del Rosario l’iscrizione alla Conservatoria dei registri regionali, ma sono dovuti passare altri due anni, per arrivare allo scorso gennaio quando, presenti il sindaco Luigi Mastino e l’architetto Montinari della Soprintendenza Archeologica, si è passati ad un’ispezione. Sempre quest’anno, a luglio, in comune si riescono a trovare i fondi necessari ad un primo intervento, 10.000 gli euro a disposizione, mentre a settembre si è arrivati ad un primo protocollo di interventi che vedranno operare la figura di un Architetto, per la parte strutturale dell’interno della Chiesa, ed un Restauratore di Beni Culturali altamente specializzato nel restauro di orologi antichi, per la cassa esterna. Per quanto riguarda il meccanismo interno e per il suo restauro, già 4 anni fa alcuni cittadini, tra cui l’ingegnere Carlo Solinas, avevano creato anche un gruppo Facebook; è stata però la cassa di risonanza creata dall’artista bosano Mariano Chelo a scuotere l’opinione pubblica e ad accelerare la realizzazione dei progetti. Il recupero sarà eseguito da tecnici specializzati, selezionati dalla Soprintendenza, mentre cittadini e associazioni (Rotary, Pro Loco e altri) avvieranno una raccolta fondi, a breve. «Speriamo sia questa l’azione che faccia ripartire anche quella coscienza e quel senso di comunità vera, che negli ultimi tempi si era come assopita», conclude Campus. Convinto che la sinergia tra pubblico e privato in passato abbia reso grande, a vedere le tante testimonianze ancora oggi vanto della comunità locale, la città del Temo.(al.fa.)
Tanto che sulla collaborazione tra ente pubblico e privati l’amministratore apre con un auspicio. «Forse è l’inizio di una nuova coscienza cittadina». L’assessore si riferisce alla sistemazione dell’impalcatura che consentirà di lavorare sul meccanismo, installata a costo zero per le tasche dei cittadini, visto che è intervenuta una ditta edile, che fa capo anche al consigliere di maggioranza Mario Piras, per l’allestimento gratuito.
Sin dal 2015 il Comune aveva chiesto per le chiese di Santa Croce e del Rosario l’iscrizione alla Conservatoria dei registri regionali, ma sono dovuti passare altri due anni, per arrivare allo scorso gennaio quando, presenti il sindaco Luigi Mastino e l’architetto Montinari della Soprintendenza Archeologica, si è passati ad un’ispezione. Sempre quest’anno, a luglio, in comune si riescono a trovare i fondi necessari ad un primo intervento, 10.000 gli euro a disposizione, mentre a settembre si è arrivati ad un primo protocollo di interventi che vedranno operare la figura di un Architetto, per la parte strutturale dell’interno della Chiesa, ed un Restauratore di Beni Culturali altamente specializzato nel restauro di orologi antichi, per la cassa esterna. Per quanto riguarda il meccanismo interno e per il suo restauro, già 4 anni fa alcuni cittadini, tra cui l’ingegnere Carlo Solinas, avevano creato anche un gruppo Facebook; è stata però la cassa di risonanza creata dall’artista bosano Mariano Chelo a scuotere l’opinione pubblica e ad accelerare la realizzazione dei progetti. Il recupero sarà eseguito da tecnici specializzati, selezionati dalla Soprintendenza, mentre cittadini e associazioni (Rotary, Pro Loco e altri) avvieranno una raccolta fondi, a breve. «Speriamo sia questa l’azione che faccia ripartire anche quella coscienza e quel senso di comunità vera, che negli ultimi tempi si era come assopita», conclude Campus. Convinto che la sinergia tra pubblico e privato in passato abbia reso grande, a vedere le tante testimonianze ancora oggi vanto della comunità locale, la città del Temo.(al.fa.)
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