Cittadella del tennis al rilancio
di Davide Pinna
Si cercano fondi per l’intervento di ampliamento a Torregrande. Quasi pronto il nuovo palazzetto
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ORISTANO. È tempo di importanti novità per gli impianti sportivi cittadini. Alcune tangibili e di imminente realizzazione, altre dal destino più incerto, anche se le prospettive sono allettanti. E così mentre nella zona sportiva di Sa Rodia sono in fase di ultimazione i lavori per la costruzione del nuovo palazzetto, negli uffici si lavora per cercare di avere un nuovo finanziamento che consenta di ristrutturare e ampliare l’impianto per il tennis a Torregramde.
L’incontro di tennis più lungo della storia è durato 11 ore e 5 minuti; sembra tantissimo, ma non è nulla, in confronto agli otto anni necessari perché il progetto di ammodernamento degli impianti comunali affidati in concessione al Tennis Club 70 a Torregrande trovasse un possibile finanziamento.
La buona notizia è arrivata quasi allo scadere del tempo massimo, al tie break si potrebbe dire, il 14 dicembre scorso, quando la Giunta comunale ha deliberato di partecipare al bando ConiI "Sport e periferie", i cui termini scadevano alla mezzanotte dell'indomani. Il piano del comitato olimpico nazionale prevede fondi per la realizzazione e l'ammodernamento di strutture sportive situate in aree svantaggiate e periferie urbane, finalizzati all'impiego delle strutture medesime a livello agonistico nazionale e internazionale.
Il progetto che il Comune ha deciso di presentare risale al 2009 (integrato con un progetto del 2011), reca la firma dell'ingegnere Filippo Uras e ha un costo complessivo di 1.700.000 euro. Otto anni fa il presidente del circolo Gianfilippo Uda – che ancora oggi ricopre l'incarico – dichiarava alla Nuova Sardegna che, senza quel progetto, il futuro del circolo oristanese e degli impianti di Torregrande era in serio pericolo.
Il peggio non è capitato, per fortuna, e il circolo ha saputo rilanciarsi soprattutto puntando sul settore giovanile: nella stagione 2017/18 la scuola tennis per i giovani tra i 4 e i 15 anni è al secondo posto nella classifica nazionale stilata dalla Federazione italiana Tennis. Proprio gli impianti datati e la mancanza di alcune strutture hanno però impedito l'organizzazione di tornei internazionali: dal 1999 – anno del primo torneo – al 2008 ci sono stati otto eventi, poi più nulla. Ora la speranza, condivisa dal Comune e dalla società sportiva, è che il progetto del 2009 ottenga il finanziamento e si possa così riprendere l'ambizioso percorso.
L'assessore allo sport, Francesco Pinna, si dice ottimista e non pensa solo ai risvolti sportivi: «Puntiamo sullo sviluppo turistico di Torregrande ed è chiaro che le nuove strutture avranno il loro peso. Il progetto riguarda tutto l'Oristanese». Il finanziamento, se il Comitato olimpico nazionale accogliesse il progetto, sarebbe così ripartito: 1 milione e mezzo di euro a carico del comitato olimpico, 150 mila finanziati dal comune e 50 mila a carico del TC70.
Un'occasione veramente buona in periodi non proprio rosei per le casse comunali: «sarebbe da sciocchi perdere quest'occasione, ci muoveremo in tutte le direzioni per ottenere il finanziamento» conclude Pinna.
Sul valore turistico punta anche il presidente del circolo, che sottolinea anche come «la centralità di Torregrande in Sardegna rappresenti un valore aggiunto per la Federazione, si potranno organizzare scuole estive e tanti eventi regionali».
Il progetto, oltre all'ammodernamento di strutture e servizi, prevede la realizzazione di due nuovi campi coperti, per un totale di sette campi, di una palestra e di una struttura per esigenze di primo soccorso. «Torneremo subito - dichiara ancora il presidente Uda - con l'organizzazione di tornei internazionali di altissimo livello».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’incontro di tennis più lungo della storia è durato 11 ore e 5 minuti; sembra tantissimo, ma non è nulla, in confronto agli otto anni necessari perché il progetto di ammodernamento degli impianti comunali affidati in concessione al Tennis Club 70 a Torregrande trovasse un possibile finanziamento.
La buona notizia è arrivata quasi allo scadere del tempo massimo, al tie break si potrebbe dire, il 14 dicembre scorso, quando la Giunta comunale ha deliberato di partecipare al bando ConiI "Sport e periferie", i cui termini scadevano alla mezzanotte dell'indomani. Il piano del comitato olimpico nazionale prevede fondi per la realizzazione e l'ammodernamento di strutture sportive situate in aree svantaggiate e periferie urbane, finalizzati all'impiego delle strutture medesime a livello agonistico nazionale e internazionale.
Il progetto che il Comune ha deciso di presentare risale al 2009 (integrato con un progetto del 2011), reca la firma dell'ingegnere Filippo Uras e ha un costo complessivo di 1.700.000 euro. Otto anni fa il presidente del circolo Gianfilippo Uda – che ancora oggi ricopre l'incarico – dichiarava alla Nuova Sardegna che, senza quel progetto, il futuro del circolo oristanese e degli impianti di Torregrande era in serio pericolo.
Il peggio non è capitato, per fortuna, e il circolo ha saputo rilanciarsi soprattutto puntando sul settore giovanile: nella stagione 2017/18 la scuola tennis per i giovani tra i 4 e i 15 anni è al secondo posto nella classifica nazionale stilata dalla Federazione italiana Tennis. Proprio gli impianti datati e la mancanza di alcune strutture hanno però impedito l'organizzazione di tornei internazionali: dal 1999 – anno del primo torneo – al 2008 ci sono stati otto eventi, poi più nulla. Ora la speranza, condivisa dal Comune e dalla società sportiva, è che il progetto del 2009 ottenga il finanziamento e si possa così riprendere l'ambizioso percorso.
L'assessore allo sport, Francesco Pinna, si dice ottimista e non pensa solo ai risvolti sportivi: «Puntiamo sullo sviluppo turistico di Torregrande ed è chiaro che le nuove strutture avranno il loro peso. Il progetto riguarda tutto l'Oristanese». Il finanziamento, se il Comitato olimpico nazionale accogliesse il progetto, sarebbe così ripartito: 1 milione e mezzo di euro a carico del comitato olimpico, 150 mila finanziati dal comune e 50 mila a carico del TC70.
Un'occasione veramente buona in periodi non proprio rosei per le casse comunali: «sarebbe da sciocchi perdere quest'occasione, ci muoveremo in tutte le direzioni per ottenere il finanziamento» conclude Pinna.
Sul valore turistico punta anche il presidente del circolo, che sottolinea anche come «la centralità di Torregrande in Sardegna rappresenti un valore aggiunto per la Federazione, si potranno organizzare scuole estive e tanti eventi regionali».
Il progetto, oltre all'ammodernamento di strutture e servizi, prevede la realizzazione di due nuovi campi coperti, per un totale di sette campi, di una palestra e di una struttura per esigenze di primo soccorso. «Torneremo subito - dichiara ancora il presidente Uda - con l'organizzazione di tornei internazionali di altissimo livello».
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