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Oristano

Karrasegare, oggi tocca ai più piccoli

Karrasegare, oggi tocca ai più piccoli

Bosa, appuntamento mattutino per gli alunni delle scuole. Una settimana di festeggiamenti 

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BOSA. Tempo atmosferico permettendo l'unica incognita della giornata. La sfilata, con protagonisti soprattutto i bambini e ragazzi delle scuole cittadine e di alcuni centri della Planargia, in programma questa mattina, da fuoco alle polveri della intensa settimana all’insegna di satira, trasgressione e divertimento nella città del Temo. L’appuntamento per tutti è alle dieci quando dall’angolo fra via Pischedda ed il viale Giovanni XXIII l’assessore a turismo e cultura Alfonso Campus abbasserà metaforicamente la bandiera a scacchi dello starter. Da qui verso il Lungotemo, poi il Corso e quindi piazza Monumento carri, quest’anno omologati e certificati per sicurezza, e figuranti in maschera sfileranno in allegria tra la Bosa dell’ottocento e quella del settecento, che si specchia sulle rive del Temo. Tradizione, perché vive da più di vent’anni, moderna quella della sfilata, che ha soppiantato lo storico Laldaggiolu, spostato con fini (raggiunti) di recupero alla settimana precedente il giovedì grasso. Anche se nulla osta che la semplice maschera satirica di giacchetta rigirata e fuliggine sul viso possa fare la sua comparsa anche nella giornata odierna, magari anche con la (purtroppo sempre più sporadica) comparsa di Sa Serraggia: strumento musicale monocorda realizzato con una canna e lo stomaco rigonfio di un animale a fare da cassa di risonanza alle note. Resta però sempre ancorato alle radici della spontaneità e del coinvolgimento, della satira e dell’irriverenza, durante e dopo lo snodarsi di un serpentone definito sfilata per pura semplificazione lessicale, l’appuntamento del giovedì grasso. Nel calderone del Karrasegare ‘Osincu, che inevitabilmente strizza l’occhio agli ospiti del turismo del divertimento che alimentano con una salutare bocca d’ossigeno le casse di tanti operatori, tradizione e innovazione, storia e modernità, si fondono infatti per ora senza grandi storture o improbabili “riscoperte”. Le maschere di Laldaggiolu e quelle di S’Attittidu e Giolzi rimangono i due puntelli principali. Mentre dal dopoguerra si è riusciti ad innestare tra queste storiche maschere, grazie all’inventiva di gruppi o associazioni, la Karrasegare ‘Osincu ad esempio, nuovi appuntamenti. Quello in crescendo della sfilata ne è un esempio, mentre da oltre un ventennio il sabato delle cantine, oggi Cantine in maschera, garantisce presenze e attenzione di bosani e visitatori, tra le mura della parte bassa del centro storico. Con il 2018 foriero di una nuova sfida, visto che sabato pomeriggio dalle 15 le maschere si presenteranno sul Temo, per la prima edizione dei “Un fiume di maschere” lanciata dall’associazione NuAdventure. Domenica e lunedì lasciati alla libera iniziativa di singoli e gruppi, fa poi da conto alla rovescia per la full immersion del Martis de Karrasegare. Quando le prefiche in nero di S’attittidu chiederanno al mattino “Unu tichirecheddu de latte,” mentre le gioiose maschere bianche di Giolzi dall’imbrunire chiuderanno all’alba del mercoledì delle Ceneri, l’edizione 2018 del Carnevale di Bosa.(al.fa.)

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