Accessi e varchi: sistema da rivedere
di Enrico Carta
Qualche criticità, ma non ci sono stati incidenti a parte uno spettatore imprudente colpito da un cavallo
3 MINUTI DI LETTURA
ORISTANO. Nessun incidente, molti intoppi. La Sartiglia si chiude senza troppi problemi di ordine pubblico, se si esclude una zoccolata presa da uno spettatore troppo ardito che assisteva alla corsa delle pariglie in un posizione non troppo protetta. Non doveva essere lì. Gli è andata bene, ma non troppo perché comunque si sono resi inevitabili l’intervento dei soccorritori armati di barella e il trasporto al San Martino per la forte contusione. È l’unico vero incidente al di fuori di quelli inevitabili e contemplati nello svolgimento della manifestazione.
Contapersone. Così, mentre l’attenzione dell’apparato di sicurezza si è forse concentrata eccessivamente sulla corsa e sui cavalieri, altri aspetti sono stati trascurati; altri hanno lasciato qualche perplessità per l’efficacia delle misure prese; altri ancora hanno ostacolato in apparenza senza necessità l’afflusso e il deflusso del pubblico, in particolare dei forestieri che senza indicazioni hanno avuto qualche difficoltà. Le code agli ingressi non sono state tante, se si eccettua quella di piazza Manno che domenica è costata mezzora di attesa nel momento di massima affluenza. Il sistema dei tagliandi per l’ingresso e degli apparecchi contapersone non ha creato intoppi e ha permesso di misurare esattamente il numero di spettatori presenti sul percorso.
Pubblico e cavalli. Era la cosa più temuta, è stata forse quella meno problematica. Ma di fastidiosi e non comprensibili intoppi nonché di momenti ad alto rischio per il pubblico ve ne sono stati diversi. Fortunatamente nulla è accaduto, ma all’esterno della svestizione di domenica e durante la vestizione di ieri nessuno ha pensato a limitare l’esuberanza e la curiosità del pubblico che si è trovato ripetutamente a distanza troppo ravvicinata con i cavalli creando qualche difficoltà di manovra a entrambi i componidori e alle loro pariglie.
Spettatori in pista. Via Mazzini è stata invece il teatro di una pericolosa invasione del percorso. È accaduto sia domenica che ieri. In particolare durante la Sartiglia dei Contadini, nel momento in cui è stato chiaro che le evoluzioni non si sarebbero svolte, il pubblico ha scavalcato le transenne. Il problema è che i cavalieri in sella non avevano ancora concluso la loro sfilata. Si è così si è creata una pericolosa convivenza che si è ripetuta, in misura minore, anche ieri quando molti hanno scelto lo sterrato per abbandonare la pista mentre i cavalli percorrevano via Mazzini.
Il blocco in via Duomo. In via De Castro tanti hanno notato le transenne piazzate per delimitare l’area di un lavoro alla pavimentazione. Qualcuno ha ricordato che l’ultimo omicidio in città era avvenuto proprio per una rissa in cui uno dei protagonisti aveva utilizzato una transenna. Ciò che però ha lasciato perplessi è stato lo sbarramento sul lato sinistro del percorso di via Duomo. All’altezza di vico Episcopio, senza preavviso, il pubblico si è trovato di fronte a una rete metallica presidiata dagli addetti alla sicurezza che avevano l’obbligo di non far passare gli spettatori che si recavano in una delle zone tradizionalmente più apprezzate per osservare la corsa alla stella. La misura presa per evitare sovraffollamento in quel punto visto come un pericoloso imbuto andava forse gestito in altra maniera. Magari contingentando gli accessi e non impedendoli del tutto.
Poi resta il piazzale del tribunale, trasformato per tre giorni in un bivacco senza sosta con la colonna sonora delle sirene di ambulanze che trasportavano di continuo verso il pronto soccorso giovanissimi “gonfi” d’alcol.
Contapersone. Così, mentre l’attenzione dell’apparato di sicurezza si è forse concentrata eccessivamente sulla corsa e sui cavalieri, altri aspetti sono stati trascurati; altri hanno lasciato qualche perplessità per l’efficacia delle misure prese; altri ancora hanno ostacolato in apparenza senza necessità l’afflusso e il deflusso del pubblico, in particolare dei forestieri che senza indicazioni hanno avuto qualche difficoltà. Le code agli ingressi non sono state tante, se si eccettua quella di piazza Manno che domenica è costata mezzora di attesa nel momento di massima affluenza. Il sistema dei tagliandi per l’ingresso e degli apparecchi contapersone non ha creato intoppi e ha permesso di misurare esattamente il numero di spettatori presenti sul percorso.
Pubblico e cavalli. Era la cosa più temuta, è stata forse quella meno problematica. Ma di fastidiosi e non comprensibili intoppi nonché di momenti ad alto rischio per il pubblico ve ne sono stati diversi. Fortunatamente nulla è accaduto, ma all’esterno della svestizione di domenica e durante la vestizione di ieri nessuno ha pensato a limitare l’esuberanza e la curiosità del pubblico che si è trovato ripetutamente a distanza troppo ravvicinata con i cavalli creando qualche difficoltà di manovra a entrambi i componidori e alle loro pariglie.
Spettatori in pista. Via Mazzini è stata invece il teatro di una pericolosa invasione del percorso. È accaduto sia domenica che ieri. In particolare durante la Sartiglia dei Contadini, nel momento in cui è stato chiaro che le evoluzioni non si sarebbero svolte, il pubblico ha scavalcato le transenne. Il problema è che i cavalieri in sella non avevano ancora concluso la loro sfilata. Si è così si è creata una pericolosa convivenza che si è ripetuta, in misura minore, anche ieri quando molti hanno scelto lo sterrato per abbandonare la pista mentre i cavalli percorrevano via Mazzini.
Il blocco in via Duomo. In via De Castro tanti hanno notato le transenne piazzate per delimitare l’area di un lavoro alla pavimentazione. Qualcuno ha ricordato che l’ultimo omicidio in città era avvenuto proprio per una rissa in cui uno dei protagonisti aveva utilizzato una transenna. Ciò che però ha lasciato perplessi è stato lo sbarramento sul lato sinistro del percorso di via Duomo. All’altezza di vico Episcopio, senza preavviso, il pubblico si è trovato di fronte a una rete metallica presidiata dagli addetti alla sicurezza che avevano l’obbligo di non far passare gli spettatori che si recavano in una delle zone tradizionalmente più apprezzate per osservare la corsa alla stella. La misura presa per evitare sovraffollamento in quel punto visto come un pericoloso imbuto andava forse gestito in altra maniera. Magari contingentando gli accessi e non impedendoli del tutto.
Poi resta il piazzale del tribunale, trasformato per tre giorni in un bivacco senza sosta con la colonna sonora delle sirene di ambulanze che trasportavano di continuo verso il pronto soccorso giovanissimi “gonfi” d’alcol.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
