Sartiglia e polemiche, il questore assediato dai cavalieri in rivolta
Continua la protesta per le modalità dei controlli antidoping, mentre gremio di San Giovanni e Comune valutano di chiedere i danni per la festa rovinata
ORISTANO. Il questore sotto assedio. Martedì 14, poco prima dell'epilogo delle pariglie, Giovanni Aliquò sotto assedio lo è stato fisicamente con i cavalieri in groppa ai loro destrieri che l'hanno quasi circondato e hanno reclamato a gran voce il rispetto delle promesse scritte che rischiavano di non essere mantenute.
Ben presto rischia di essere sotto assedio anche in tribunale perché già da ieri il gremio di San Giovanni e il Comune attraverso la Fondazione Sa Sartiglia hanno iniziato a guardarsi attorno per valutare la strada da intraprendere e chiedere i danni per quanto accaduto in questi giorni di festa rovinata.
Lui, l'uomo che in questi giorni è sulla bocca di tutti gli oristanesi, non risponde direttamente sull'evento: «In pista ho parlato solo coi responsabili dell'organizzazione».
Cosa è successo. Dopo lo sciopero dei cavalieri infuriati per gli intralci nella corsa alla stella causati dalle interminabili procedure per i controlli antidoping, martedì 14 i test si stavano svolgendo al termine del percorso delle pariglie.
Era stato promesso, anzi sottoscritto e comunicato attraverso un documento ufficiale, che nessun cavaliere sarebbe stato penalizzato dai tempi di svolgimento dei controlli.
Invece stava accadendo il contrario. Quando il Componidori del gremio di San Giuseppe, Andrea Solinas, era pronto a concludere la giostra con la tradizionale sfilata in via Mazzini, ancora due o forse tre cavalieri si trovavano nell'unità mobile degli addetti all'antidoping per espletare le procedure.
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