Lavori all’ex Banca d’Italia Ma ancora non si vende
di Davide Pinna
Ponteggi sullo stabile che fino al 2009 ospitava la filiale dell’Istituto poi dismessa L’asta per la vendita (base 3 milioni e mezzo di euro) è finora andata deserta
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ORISTANO. Devono aver destato parecchia curiosità in più di un oristanese i ponteggi montati, tra mercoledì e giovedì, all'esterno dei locali della Banca d'Italia in via Donizetti. Operai al lavoro e divieti di sosta che scatteranno nei prossimi giorni per consentire lo svolgimento dei lavori, ma per ora non sembra che ci sarà una nuova vita per la vecchia filiale oristanese della Banca d'Italia.
Già nel 2012 negli uffici romani di via Koch si era deciso di alienare gli edifici, che erano stato messi all'asta insieme all'altra filiale dismessa dell'isola, quella di Nuoro. Non se n'era fatto niente però, e benché i locali risultino fra i beni immobili di proprietà di Bankitalia che sono sul mercato, fino a tutto il 2017 – secondo quanto si apprende dalle informazioni fornite sul proprio sito dalla banca stessa – non c'è stata nessuna alienazione. E la situazione nel 2018 non deve essere cambiata, perché il committente dei lavori, secondo quanto riportato sul cartello del cantiere, è proprio la Banca d'Italia. Il complesso è diviso in due lotti, con due ingressi separati al civico 1 e al civico 3 di via Donizetti: da una parte la filiale vera e propria, dall'altra gli appartamenti dove risiedevano i dipendenti. I lavori, con ogni probabilità, riguardano semplicemente la manutenzione straordinaria edile e impiantistica delle filiali, per la quale la Banca ha stanziato nel 2017 un fondo di circa 3 milioni che deve coprire i lavori in tutta l'isola. La filiale oristanese della Banca d'Italia aveva chiuso i battenti nell'aprile 2009, i libri della biblioteca erano stati donati al Comune e i dipendenti trasferiti a Cagliari o a Sassari. Nel 2012 l'asta, che non aveva portato ad alcuna compravendita, e poi l'immobile è rimasto sul mercato. Probabilmente gli eventuali acquirenti sono scoraggiati dal prezzo, che nel 2012 era di 2 milioni circa per la filiale e 1 milione e mezzo per gli appartamenti. Prezzi alti, che presuppongono un investitore davvero ben fornito e un progetto di impiego sicuro e remunerativo. Ora arriverà la manutenzione, con il cartello dei lavori che prevede una durata del cantiere fino ai primi mesi del 2019. Va segnalato che la pratica di manutenere immobili in disuso non è molto popolare fra i proprietari, anche pubblici, oristanesi come dimostrano i numerosi episodi di caduta di calcinacci, perciò bisogna riconoscere a Bankitalia questo merito. Chissà poi che il restyling non porti nuovamente i due edifici all'attenzione del mercato immobiliare e non si prospetti una nuova vita per l'ex filiale oristanese.
Già nel 2012 negli uffici romani di via Koch si era deciso di alienare gli edifici, che erano stato messi all'asta insieme all'altra filiale dismessa dell'isola, quella di Nuoro. Non se n'era fatto niente però, e benché i locali risultino fra i beni immobili di proprietà di Bankitalia che sono sul mercato, fino a tutto il 2017 – secondo quanto si apprende dalle informazioni fornite sul proprio sito dalla banca stessa – non c'è stata nessuna alienazione. E la situazione nel 2018 non deve essere cambiata, perché il committente dei lavori, secondo quanto riportato sul cartello del cantiere, è proprio la Banca d'Italia. Il complesso è diviso in due lotti, con due ingressi separati al civico 1 e al civico 3 di via Donizetti: da una parte la filiale vera e propria, dall'altra gli appartamenti dove risiedevano i dipendenti. I lavori, con ogni probabilità, riguardano semplicemente la manutenzione straordinaria edile e impiantistica delle filiali, per la quale la Banca ha stanziato nel 2017 un fondo di circa 3 milioni che deve coprire i lavori in tutta l'isola. La filiale oristanese della Banca d'Italia aveva chiuso i battenti nell'aprile 2009, i libri della biblioteca erano stati donati al Comune e i dipendenti trasferiti a Cagliari o a Sassari. Nel 2012 l'asta, che non aveva portato ad alcuna compravendita, e poi l'immobile è rimasto sul mercato. Probabilmente gli eventuali acquirenti sono scoraggiati dal prezzo, che nel 2012 era di 2 milioni circa per la filiale e 1 milione e mezzo per gli appartamenti. Prezzi alti, che presuppongono un investitore davvero ben fornito e un progetto di impiego sicuro e remunerativo. Ora arriverà la manutenzione, con il cartello dei lavori che prevede una durata del cantiere fino ai primi mesi del 2019. Va segnalato che la pratica di manutenere immobili in disuso non è molto popolare fra i proprietari, anche pubblici, oristanesi come dimostrano i numerosi episodi di caduta di calcinacci, perciò bisogna riconoscere a Bankitalia questo merito. Chissà poi che il restyling non porti nuovamente i due edifici all'attenzione del mercato immobiliare e non si prospetti una nuova vita per l'ex filiale oristanese.
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