Turismo, un’opzione spesso dimenticata

La cooperativa offre ancora un servizio parziale. «Vorremmo avere anche strutture d’accoglienza»

CABRAS. Uno stagno bellissimo ma mai abbastanza sfruttato dal punto di vista turistico. Dimostrare le enormi potenzialità non è difficile, basta partire dall’ittiturismo che sorge nella peschiera. Con diciotto posti di lavoro e un fatturato annuo che supera il milione di euro: l’ittiturismo della peschiera Mar’e Pontis è una grande risorsa anche per l’indotto. Lo spiega il responsabile della struttura: Salvatore Carrus: «Noi serviamo pasti, organizziamo banchetti e dal nostro lavoro cresce anche una rete di indotto importante. Ad esempio, non abbiamo posti letto, dunque, chi vuol soggiornare, si rivolge agli alberghi e alle altre strutture ricettive della zona», dice. Però vorremo poter offrire un servizio più completo e ampio. Fra i tanti progetti del Consorzio Pontis, c’è ad esempio, il ripristino della vecchia peschiera, dove appunto sorge l’ittiturismo. «È una struttura antica: le camere della morte risalgono al Medioevo – spiega Gianni Usai – e sarebbe fantastico far conoscere ogni fase della pesca ai clienti della struttura. La peschiera, poi è tutta di pietra e legno, ma le passerelle vanno messe in sicurezza e così, non sono fruibili per i visitatori». Il presidente del Consorzio, Giuliano Cossu, aggiunge: «In realtà noi un progetto di valorizzazione e diversificazione dell’attività della pesca lo abbiamo da molto tempo. Ad esempio – dice – sarebbe bellissimo portare i turisti a visitare lo stagno e le sue zone limitrofe. L’ambiente è straordinario e si presta tantissimo al turismo fuori stagione. Si potrebbero così creare posti di lavoro per guide professioniste, ma senza le risorse, i progetti non si possono realizzare. E il risultato è che questo ambiente naturale, così prezioso, degno di una vacanza, in realtà resta inaccessibile, anche se va detto che in diverse occasioni è capitato che noi pescatori ci improvvisassimo guide turistiche, ma ovviamente, farlo in maniera organizzata e strutturata sarebbe ben altra cosa». «In realtà – aggiunge Cossu – avremo anche voluto realizzare un secondo ittiturismo perché le potenzialità ci sono e questo significherebbe nuovi posti di lavoro». (m.c.)

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