Fondazione attiva solo a parole

Il nuovo organismo che dovrebbe inglobare i diversi enti culturali è ancora acefalo

ORISTANO. Ma con chi stavano ufficialmente trattando i cavalieri della Sartiglia? Con i vertici della Fondazione Oristano, in teoria. In pratica con la Fondazione Sartiglia. Stesse persone ma ruoli diversi, soprattutto perchè la seconda dovrebbe essere sostituita dalla prima, che però è ancora acefala. Non è una questiobe da poco, anche l’autorevolezza del presidente protempore della Fondazione Sartiglia, Angelo Bresciani, non è in discussione. Il punto è che Bresciani aveva detto più volte che avrebbe lasciato l’incarico appena risolta la questione Sartiglia 2020 e l’intessa con l’associazione cavalieri. Appunto.

La nascita della Fondazione Oristano ha visto molte polemiche in città ed è costata alla maggioranza più di qualche brivido, ora, però, la Fondazione è praticamente ferma al palo, dato che la sua attività non può decollare fino a quando il Comune non effettuerà le nomine degli organismi dirigenti. Ci si deve limitare all'ordinaria amministrazione, ossia alla gestione integrata del sistema museale oristanese: la Fondazione ha sostituito da luglio la Memoria Storica, la cooperativa che gestiva il servizio da più di vent'anni, con un contratto di servizio di un anno, definito dall'assessore alla Cultura Massimiliano Sanna una sperimentazione, e l'assunzione in blocco dei vecchi dipendenti. Sulla vicenda pende, peraltro, un ricorso al Tar con una richiesta di risarcimento danni rivolta al Comune dalla cooperativa.

Poco sembra cambiato rispetto alla precedente gestione: il sito del museo, inadeguato rispetto ai tempi, è sempre lo stesso e anche le attività didattiche promosse sono più o meno le medesime della gestione precedente. Bisogna tenere conto dei tempi di adattamento, certo, ma, senza le nomine politiche, mancano gli organismi che devono dare impulso al nuovo sistema. Alla fine sembra più che altro di trovarsi di fronte alla vecchia Fondazione Sartiglia e non al nuovo soggetto, dato che gli organi che lo differenziavano ancora non esistono. Il 30 settembre scorso Sanna aveva dichiarato, in consiglio comunale, che si stava lavorando sulle nomine e che non ci sarebbe stata spartizione politica. Per il momento nessuna novità. Manca ancora il comitato di controllo analogo, l'organismo consiliare che deve vigilare sulla attività della Fondazione come se fosse una società partecipata. Mancano inoltre tutte le nomine interne alla Fondazione, che sta continuando ad operare con il direttore, il presidente e il consiglio d'amministrazione della vecchia Fondazione Sartiglia né sono stati prodotti dalla Giunta atti di indirizzo per la redazione di bandi dedicati all'individuazione delle nuove figure. D'altra parte il CdA ormai ha approvato da qualche settimana il bilancio 2018, quindi non ci sarebbero più ostacoli al suo rinnovo.

Mancano poi le nomine, che dovrebbero arrivare in una fase successiva, per gli organismi di scopo della Fondazione. Si parla dell'Istituzione Sartiglia, che avrebbe dovuto gestire la tanto problematica edizione 2020 della giostra, del comitato Beni Culturali, che dovrebbe rilanciare il debole sistema museale cittadino, e di quello per la Promozione Turistica, che al momento rappresenta una vera e propria incognita.

Ma il blocco maggiore alla nascita della Fondazione è dato dai problemi legati alla Sartiglia. Ecco perchè in attesa delle nuove nomine era stato lo steso sindaco a scrivere e firmare l’accordo tra Fondazione, Gremi e Cavalieri. Lo stesso accordo che poi è saltato.

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