Strade in dissesto, Montiferru isolato

Il sindaco di Santu Lussurgiu chiede un intervento rapido per la provinciale 15

SANTU LUSSURGIU. Numerose strade della provincia sono in condizioni di preoccupante dissesto, tanto da rappresentare un autentico pericolo per l’incolumità degli automobilisti. La situazione di rischio, per automezzi e autisti, aumenta in maniera esponenziale in presenza di precipitazioni meteorologiche di grande intensità, come sta accadendo nell’ultima settimana. È quanto sta avvenendo con regolarità nella strada provinciale 15, che collega il paese con il Campidano oristanese, la cui percorrenza, per lunghi tratti, deve essere effettuata a passo d’uomo. A denunciare pubblicamente lo stato di degrado in cui versa gran parte della rete viaria della provincia questa volta è il consigliere regionale e sindaco di Santu Lussurgiu Diego Loi, il quale, in una lettera inviata al commissario straordinario della provincia, all’assessore regionale ai Lavori pubblici e al Prefetto, chiede interventi urgenti che migliorino la normale viabilità e ripristinare le condizioni di sicurezza per gli utenti.

«Le nostre strade sono sempre meno sicure – scrive il sindaco –, e i rischi per i cittadini aumentano. Alcuni tratti, strategici per i comuni del territorio, necessitano interventi manutentivi non più rimandabili». Interventi che però richiedono l’impiego di risorse attualmente non disponibili per un ente ridimensionato e con operatività limitata, come è attualmente la provincia. Una denuncia forte quella di Diego Loi, determinata dalla consapevolezza che lo spopolamento delle zone interne passa anche dallo stato di precarietà in cui versa la viabilità che collega i vari centri, del Montiferru e non solo.

«I nostri comuni hanno bisogno di una rete stradale sicura ed efficiente – prosegue –, per questo sollecito alle autorità un piano di manutenzione straordinaria delle vie di accesso e di interconnessione dei nostri paesi». La denuncia di Loi, che invita gli altri sindaci del territorio a unirsi a lui in quello che non esita a definire il «grido di disperazione», sottolinea la necessità che vengano intraprese azioni concrete e immediate attingendo, se necessario, a fondi speciali dedicati al riequilibrio dei rapporti tra aree interne e città. «È un atto importante a favore della tutela dell’identità e della valorizzazione della specificità della nostra Sardegna – conclude –, terra che è fatta per la maggior parte di piccoli e piccolissimi comuni».

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