La polizia: ragazze siamo con voi

Il Questore presenta i numeri di un anno di attività in difesa delle donne. Aumentano gli interventi

ORISTANO. Ventisei ammonimenti per violenza domestica e stalking, sedici casi di codice rosso da agosto ad oggi, per un totale di ventisette casi di violenze di genere nell'ultimo anno, e centrotrentasei interventi delle volanti, nell'ambito del protocollo Eva, per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e minacce.

E' il quadro tratteggiato dal Questore Giusy Stellino, relativo all'incremento dei casi di violenza di genere nel 2019, durante la conferenza stampa di presentazione della campagna nazionale “Questo non è amore”. L'iniziativa contro la violenza domestica e di genere che la Polizia porta avanti da anni, come atto di sensibilizzazione e prevenzione sul territorio, vedrà in questo fine settimana un’occasione per rivolgersi in maniera ancor più diretta ai cittadini, anche attraverso un punto informativo allestito oggi e lunedì, presso il centro commerciale Porta Nuova, attivo dalle 9 alle 13.

La lotta contro la violenza di genere, che nella stragrande maggioranza dei casi vede vittima la donna è una battaglia che la Questura combatte con servizi specializzati e collaborazioni come quella con le Soroptimist per l'attivazione di uno sportello d'ascolto e un protocollo d'intesa con il Centro d'ascolto uomini maltrattanti. «L'ammonimento del Questore – ha spiegato Giusy Stellino – è sicuramente un deterrente forte. E' nato le 2009 per lo stalking e nel 2013 è stato esteso ai maltrattamenti in famiglia e al cyber bullismo». Il dato numerico degli ammonimenti è in crescendo. «Nel 2017 furono 9 – ha sottolineato il Questore – 4 per violenze domiciliari e 5 per atti persecutori. Nel 2018 toccarono quota 22, di cui 17 per violenza domiciliare e 5 per stalking, quest'anno siamo già a 26, di cui due donne, 24 per violenza domiciliare e 2 per stalking». Una violenza di genere in crescendo sul territorio che va combattuta non in silenzio.

«Il nostro consiglio è mai restare in silenzio sia per le vittime che per chi dovesse avere sentore di una ipotetica violenza», ha spiegato Samuele Cabizzosu, dirigente della Squadra mobile, ufficio in prima linea con il servizio di Codice rosso, una sorta di pronto soccorso specializzato per gli interventi in materia di reati contro la persona, i minori e sessuali. «Nei primi tre mesi dall'entrata in vigore sono stati 16 i casi trattati – ha sottolineato Cabizzosu – con 14 denunce per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori e 7 misure cautelari. In totale 27 casi da gennaio ad oggi, con 23 denunce, e 13 misure cautelari, di cui una sola a carico di una donna. Tra le misure messe in campo per rispondere alla violenza di genere c'è anche il protocollo Eva (Esame Violenze Agite), nato in via sperimentale nel 2014 come procedura che codifichi gli interventi nei casi di liti in famiglia e lasci traccia di una serie di informazioni utili. Oltre a questi anche due casi di revenge porn con vittime minorenni. «Attuando questo protocollo – aggiunto Roberto Conti, dirigente dell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico che gestisce il 113 e le Volanti – diamo atto della situazione che gli operatori si trovano di fronte quando intervengono, compilando una check list creiamo una banca dati con informazioni utili per interventi futuri». Nel 2018 sono stati 138 gli interventi effettuati, il 2019 ne ha fatto registrare 136, ma il dato potrebbe aumentare nell'ultimo mese dell'anno. 21 le check list compilate, 9 in più rispetto allo scorso anno e 24 persone denunciate di cui 4 per maltrattamenti in famiglia, 3 per atti persecutori e 17 per minacce.

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