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cronaca

Pecoraro in vetta, Lutzu in calo

Pubblicati i redditi dichiarati nel 2018 dai componenti della giunta e del consiglio comunale


14 gennaio 2020 di Davide Pinna


ORISTANO. È diventato un adempimento obbligatorio con il Decreto Trasparenza del 2013 e ormai è un appuntamento annuale fisso: nella giornata di ieri sono state pubblicate sul sito internet istituzionale del Comune, le dichiarazioni dei redditi dei titolari di incarichi politici o di governo, in sostanza dei componenti della giunta e del consiglio comunale, e anche i compensi ottenuti per lo svolgimento della carica.

Il più ricco fra i rappresentanti che siedono nell’emiciclo di palazzo degli Scolopi è Vincenzo Pecoraro, già candidato sindaco della coalizione composta da Partito dei Sardi e Udc, e ora passato dalla formazione indipendentista a quella democristiana ed entrato a far parte della maggioranza: ha dichiarato nel 2019, quindi con riferimento al 2018, un reddito lordo complessivo di 101mila euro, derivanti quasi in parti uguali suo lavoro di direttore del servizio di urologia dell’ospedale San Martino e dall’attività medica di libero professionista.

Stando ai numeri, sembrerebbe che l’ingresso in giunta riesca a garantire agli assessori un reddito lordo più alto rispetto a quello percepito in precedenza. Nella squadra amministrativa, la dichiarazione più sostanziosa arriva dall’assessora alle Attività produttive, Pupa Tarantini (Riformatori), con 60mila euro, quasi 2mila in più rispetto al sindaco Lutzu, che ne dichiara 58mila. All’interno della giunta, però, Lutzu è l'unico che ha visto i suoi redditi calare tra il 2017, quando si insediò a fine giugno, e il 2018: allora dichiarò 69mila euro, 11mila in più. Redditi in crescita per tutti gli altri: l’assessore all’Ambiente, Gianfranco Licheri (Riformatori), passa da 41mila a 50mila; Pupa Tarantini è salita da 45mila a 60mila euro; Stefania Zedda (ex Forza Italia), assessora al Turismo e alla scuola, è salita da 18mila a 36mila euro; Massimiliano Sanna (Fortza Paris), vicesindaco e assessore alla Cultura, è passato da 27mila a 35mila euro; Francesco Pinna (ex Forza Italia), assessore ai Lavori Pubblici, sale da 36mila euro a 51mila, mentre per Gianfranco Sedda (Partito Sardo d’Azione), titolare dell’Urbanistica, l’aumento nella dichiarazione è minimo, da 8mila a 9mila euro, dato che l’incarico è stato assunto solo a fine 2018.

Gli aumenti sono dovuti fondamentalmente all’incidenza, ben maggiore nel 2018, dei compensi per la carica politica: nel 2017 questi compensi erano dimezzati dato che partivano dal momento dell’insediamento e quindi a luglio.

Discorso a parte per l'assessora Carmen Murru (Fortza Paris), assessora ai Servizi sociali, insediata a settembre di quest’anno: non presenta dichiarazione dei redditi e per l’incarico politico ha percepito finora un compenso di circa 8mila euro. Per tutti gli altri l’indennità si attesta attorno ai 27mila euro, attribuiti anche al presidente del consiglio comunale Antonio Franceschi (Udc). Le eccezioni sono quelle di Massimiliano Sanna, che è anche vicesindaco e percepisce 34mila euro, e di Lutzu, che per il ruolo di sindaco ne riceve 47mila. L’assessore Gianfranco Licheri si ferma, per i soli redditi da politica, a 13mila.

Inutile cercare invece grandi prospettive di guadagno dalla carica di consigliere comunale: i compensi, derivanti dai gettoni di presenza, si aggirano fra i 1.000 e i 3.000 euro. Dopo Pecoraro, sul podio dei più “ricchi” in Consiglio si trovano l’avvocatessa Anna Maria Uras (candidata sindaco per una civica) con 82mila euro e Luca Faedda (ex Forza Italia) con 70mila euro derivanti soprattutto da attività imprenditoriale.

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