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Oristano

Abbasanta, edifici storici da salvare

Abbasanta, edifici storici da salvare

Il Comune avvia un’operazione di censimento dei suoi beni identitari

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ABBASANTA. Il Comune ha siglato un accordo con il segretariato regionale del ministero per i Beni e le attività culturali che servirà a certificare l’eventuale interesse storico, culturale, artistico, archeologico e antropologico del patrimonio pubblico. Il protocollo d'intesa autorizzerà il Comune a richiedere la verifica della sussistenza dei requisiti di pregio su beni mobili con almeno 50 anni e sugli immobili datati a epoche antecedenti al 1950.

Nei rapporti che l'ente locale trasmetterà al segretariato regionale a cadenza mensile saranno progressivamente indicati e descritti tutti gli edifici più antichi, a cominciare dalle costruzioni in stile aragonese che oggi ospitano il museo Meta e Casa Campra. Il riconoscimento dell'interesse culturale del patrimonio immobiliare di utilità pubblica era stato introdotto nel 2004 con un decreto legislativo prevedendo particolari procedure per i beni di pregio da sottoporre a lavori di recupero e di restauro. «Questa verifica permetterà subito di mettere a fuoco l'iter da seguire sul piano della progettazione e in fase autorizzativa ogni qualvolta dovranno essere eseguiti interventi grandi o piccoli», chiarisce il sindaco Stefano Sanna. «Avevamo necessità di procedere in tal senso per il vecchio caseificio Dalmasso perché già al centro di un progetto, ma estenderemo la richiesta a tutti gli immobili pubblici». A più riprese, negli anni, l'amministrazione abbasantese aveva cercato senza successo validi canali di finanziamento per mettere in sicurezza il vecchio e pericolante centro di trasformazione del latte dismesso da decenni. Dopo vari tentativi andati a vuoto si è presentata la possibilità di accedere al fondo annuale di 50mila euro che la Regione assegna a ciascun Comune per la messa in sicurezza degli immobili.

«L’idea è di procedere per lotti – prosegue Sanna – le risorse di questa annualità saranno utilizzate per la demolizione dello stabile, a rischio di crolli, e per la sistemazione dell'area o di parte di essa, che vista la prossimità con il municipio, l'Agorà e le scuole sarà adibita a parcheggio». I fondi regionali, chiaramente non bastano e per questo il Comune pensa a coinvolgere direttamente il ministero dei beni culturali.(mac)

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