Triage e kit monouso nel centro estetico
di Valentina Atzeni
Ecco come Loredana e Ilaria, madre e figlia, hanno adattato il loro Olimpya. «Un progetto per aiutare le nostre colleghe»
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ORISTANO. Dopo i mesi di stop obbligato, la voglia di ripartire è tanta; come gli ostacoli da superare. A preoccupare i liberi professionisti sono soprattutto i costi da affrontare per garantire il rispetto delle nuove norme di sicurezza. Loredana Ardu – 45 anni, e sua figlia Ilaria Casu – 26, titolari da sei anni del centro estetico Olimpya in via Lombardia, non hanno perso tempo. «Abbiamo dovuto acquistare disinfettanti e sterilizzanti specifici per gli strumenti. A pagamento anche le certificazioni sulla sicurezza specifiche per l’emergenza Covid», afferma Loredana. Per le due donne, che eseguono trattamenti estetici per la cura del corpo a stretto contatto con i clienti, lavorare con guanti, mascherina e camici monouso è la norma da sempre. Oggi, però, a questi devono aggiungere visiere e dispositivi ffp2, indispensabili per i trattamenti al viso. «Non eravamo preparate a un innalzamento dei costi come quello che si sta verificando. Se ieri acquistavo una scatola di cinquanta mascherine a cinque euro, oggi c'è chi ne chiede centonovanta per la stessa quantità. Prezzi che purtroppo dovremo cercare di ammortizzare con lievi aumenti almeno sui servizi che prima avevano costi irrisori». Loredana e Ilaria non si sono arrese: la loro vita lavorativa ha ora tempi diversi. «Prima riuscivamo ad avere anche quattro clienti l’ora per l’epilazione, adesso la trafila è più complessa ma sempre volta a garantire ogni comfort – spiega Loredana – dopo un precedente triage telefonico per verificare l’assenza di sintomi influenzali, la cliente, con guanti e mascherina, viene accolta in una delle sei cabine del centro estetico. Ci siamo anche dovute dotare di sacchetti monouso per sistemare gli effetti personali e gli abiti dei clienti – aggiunge Ilaria – Una volta terminato il trattamento il nostro lavoro prosegue, perché dopo ogni cliente dobbiamo smantellare la cabina per sanificarla». Obbligatoria anche la compilazione di un registro sul quale annotare i prodotti usati per le pulizie. «Abbiamo stimato di spendere in media tra i cinque e i sette euro in più per ogni cliente. Nulla rispetto alla perdita per la parte più proficua della stagione, perchè per il mondo dell’estetica ciò che viene perso nella preparazione della stagione estiva, si ripercuote nei mesi successivi. «Chi non ha iniziato i trattamenti a marzo – spiega Ilaria – non li comincerà a maggio. Questo calo lo sentiremo soprattutto a settembre». Loredana e Ilaria si ritengono fortunate perché nonostante le difficoltà non si sono trovate nelle condizioni di dover abbassare definitivamente la serranda. «Abbiamo in mente un’iniziativa per chi non ce l’ha fatta - dicono – e avendo un centro ampio ci piacerebbe avviare una collaborazione con estetisti o parrucchieri che hanno chiuso la loro attività, così che possano avere uno spazio per continuare a lavorare».
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