La decisione presa «per eliminare il problema»

GHILARZA. Resta l’ultimo grado di giudizio, «ma è una scelta che spetta al mio assistito. Ritengo ci siano tutti i presupposti per andare oltre, però a valutare è il ragazzo che mi ha manifestato l’in...

GHILARZA. Resta l’ultimo grado di giudizio, «ma è una scelta che spetta al mio assistito. Ritengo ci siano tutti i presupposti per andare oltre, però a valutare è il ragazzo che mi ha manifestato l’intenzione di voler proseguire in maniera ancora più seria e profonda il percorso rieducativo che ha già intrapreso. Una valutazione sul ricorso in Cassazione va quindi soppesata con calma e valutando vari aspetti». Sono le parole dell’avvocato Gianfranco Siuni (a sinistra nella foto), difensore di Cosmin Nita che potrebbero lasciar intendere che il ragazzo, così come Giada Campus minorenne quando partecipò all’omicidio, potrebbe rinunciare all’ulteriore passo. Le pagine scritte dai giudici d’appello lasciano insoddisfatto anche l’avvocato Giancarlo Frongia (a destra nella foto) che assiste la ragazza: «Non c’è stato l’approfondimento che meritavano le censure che avevamo evidenziato sulla sentenza di primo grado. Ora però dobbiamo fare delle valutazioni, prima di decidere che strada intraprendere». Nelle motivazioni i giudici hanno intrecciato le deposizioni dei cinque imputati arrivando alla conclusione che nessuno sia estraneo ai vari momenti del delitto. La trama si riannoda e gli interrogatori sono la prova che il gruppo avrebbe agito seguendo una sola direzione compatta «per eliminare il problema». Tale era ritenuto Manuel Careddu dal momento in cui si reca a casa di Giada Campus per esigere il pagamento dei 500 euro del debito di droga. (e.carta)

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