Laboratori Assl chiusi, tutti in coda dai privati

Ancora non è ripresa l’attività all’ospedale e nelle altre strutture pubbliche Dall’alba i pazienti in fila per strada per poter effettuare un prelievo

ORISTANO. Cinque medici in meno in organico, ma si potrebbe anche dire che quelli che mancano sono otto se il conteggio si estende all’intero distretto sanitario. L’attivià ordinaria comprende il servizio per i pazienti già ricoverati, per quelli che arrivano al pronto soccorso e per i malati di diabete. A questo servizio vanno a sommarsi l’attività straordinaria di biologia molecolare, ossia l’esame dei tamponi per il Covid-19, che vede ancora oggi un impegno quotidiano di una parte importante dell’organico, e i nove punti prelievo sparsi in provincia operativi solo per le emergenze. Una volta che si hanno tutti i numeri è facile arrivare al risultato: molti pazienti provenienti dai vari paesi del distretto socio sanitario, che sono sprovvisti attualmente del servizio ordinario di prelievo, sono costretti a recarsi in città per ingrossare la fila già notevole di chi spera di eseguire delle analisi del sangue in tempi brevi.

Eccoli i pazienti, puntuali alle 6.30 del mattino, affollare i marciapiedi antistanti i laboratori analisi privati con una conseguente congestione del servizio. È il caos figlio dei tagli contro cui combatte il laboratorio di analisi dell’ospedale San Martino, uno dei tanti servizi messi in seria difficoltà da una carenza di organico iniziata nel 2018 con i primi pensionamenti e trasferimenti dei medici, proseguita senza reintegri di personale negli ultimi due anni e acuita in questi mesi di emergenza sanitaria.

La carenza di organico del laboratorio di analisi dell’ospedale cittadino, che oggi conta due medici, di cui uno responsabile del servizio a fronte di sei o sette necessari, e ancora cinque biologi quasi completamente vocati agli esami di tamponi Covid e venti tecnici, riguarda anche i laboratori degli ospedali di Ghilarza e Bosa, strutture interne che eseguono solo esami di base, ma che si rivolgono al laboratorio del San Martino per tutti quelli di micro biologia, ossia gli esami specialistici.

A confermare una situazione al limite del collasso del servizio di analisi ospedaliero, che riflette la situazione del distretto sanitario con i punti prelievo ancora bloccati per l'attività ordinaria, è il presidente provinciale dell’Ordine dei medici Antonio Sulis, che chiede un rimedio immediato. «Il laboratorio del San Martino fa il meglio che può con le poche risorse che gli rimangono - sottolinea – spiega –. In organico ci sono due soli medici e ciò significa che ne mancano almeno quattro perché la situazione si avvicini alla normalità. Si consideri poi che uno dei medici in organico è il responsabile e che cinque biologi sono impegnati per lo più nei tamponi, mentre venti tecnici che fanno i turni. Signigica che otto sono i medici in meno se si contano anche i servizi analisi di Ghilarza e Bosa a loro volta gestiti dall’Assl di Oristano».

Un laboratorio sotto-organico, con la priorità dell’attività ordinaria per gli interni e con un impegno straordinario dei tamponi Covid non trascurabile, che lavora quotidianamente in emergenza. In questo scenario, già di per sé critico, si inserisce la mancata riapertura dei punti prelievo di Ales, Terralba, Mogoro, Villa Sant’Antonio, Laconi, Samugheo, Busachi, Cuglieri e Ula Tirso operativi solo per le emergenze. Tutti dirottano i pazienti ai laboratori privati convenzionati. Il risultato è visibile tutte le mattine, con tante persone in fila sin dalle sei e mezza per strada, per accaparrarsi i primi numeri per poter svolgere le analisi.

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