Sale operatorie senza aria condizionata, al San Martino di Oristano si opera a 30 gradi

Arriva il caldo, ma non l’aria condizionata e la situazione in ospedale si fa critica

ORISTANO. Arriva il caldo, ma non l’aria condizionata e la situazione in ospedale si fa critica. Se in radiologia si respira perché c’è l’areazione dei macchinari e nella maggior parte dei reparti ancora la temperatura non è quella estiva, al pronto soccorso e soprattutto nelle sale operatorie la situazione si fa critica. Alcuni interventi stanno avvenendo con trenta gradi di temperatura e ciò, oltre che mettere in difficoltà i medici, sta anche rischiando di rendere meno salubre l’ambiente in cui si opera.

Per questo motivo, nei giorni scorsi, quei pochi anestesisti rimasti in organico avevano minacciato di scioperare, poi la protesta è rientrata nella speranza che l’Assl provveda a sistemare il problema.

Al limite è anche la situazione del pronto soccorso, dove tutti i medici e gli operatori utilizzano un abbigliamento particolare per evitare eventuali contagi da Covid e ciò li costringe a indossare dispositivi di protezione più pesanti rispetto a quelli di altri reparti. Non l’ideale col caldo, ma è l’unico rimedio per arginare il virus per cui non si può fare altrimenti.

Il malcontento si fa largo quindi tra le corsie dell’ospedale e la situazione è stata immediatamente segnalata al sindacato Cimo che a sua volta aveva mandato diversi solleciti ai vertici Assl memore di quanto accaduto l’anno scorso, quando l’impianto di condizionamento era stato riparato dopo che l’estate aveva già fatto sentire tutto il suo calore. Allora ci si era affidati a un service per risolvere il problema e si supponeva che quest’anno non ci si sarebbe fatti cogliere impreparati. Invece del service non c’è più traccia, del caldo sì.

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