Inquinamento dell'Omodeo, indagano i carabinieri del Noe

Il Nucleo ecologico dell’Arma cercherà di scoprire l’origine della moria dei pesci nel lago

ORISTANO. Il caso dell’inquinamento nell'Omodeo è stato segnalato ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Cagliari. L'iniziativa è partita dall'amministratore comunale di Bidonì Daniel Fadda, tra i primi ad avvistare e a documentare la presenza di banchi di pesci in decomposizione in vari punti del lago e alle foci del Tirso e del Taloro, dove si rilevano anche un'eccessiva torbidità dell'acqua e miasmi insopportabili.

«Mi auguro che venga fatta presto chiarezza sulle cause del fenomeno», ha commentato Fadda. «In più di 40 anni non avevo mai visto nulla di simile, la situazione è peggiorata negli ultimi tre e bisogna arrivare a stabilire una volta per tutte cosa l'abbia determinata». Il problema sarà discusso in una riunione congiunta dei sindaci interessati al lago e che i presidenti delle Unioni del Guilcier e del Barigadu, Alessandro Defrassu e Giovanni Orrù, convocheranno per la prossima settimana.

«Dopo aver sollevato per anni la questione della salubrità dell'Omodeo la precedente giunta regionale ha riconosciuto la penalizzazione subita da questi territori e ha concesso le risorse per pianificare l'intervento di risanamento. Nell’incontro previsto a giorni daremo gli indirizzi per individuare l'equipe di esperti che progetterà l'intervento di bonifica», ha annunciato Orrù.

Per questa fase preliminare sono stati assegnati 500mila euro ma l'opera di risanamento vera e propria ne richiederà molti di più. «In un ordine del giorno presentato qualche tempo fa alla Regione», ha ricordato Giovanni Orrù «Le Unioni dei Comuni hanno stimato in dieci milioni di euro il costo della bonifica integrale dell'Omodeo e della sua valorizzazione».

L'opinione comune è che si debba correre ai ripari con una cura d'urto, «Questa situazione mi spingerà a sollecitare ancora di più l'idea del parco fluviale per ottenere i finanziamenti che ci permettano di disinquinare», ha annunciato il sindaco di Sorradile Pietro Arca, che ancora ieri ha invocato l'interessamento della politica regionale. «L’Omodeo è un bene fondamentale per l'economia dell'isola, la Regione deve intervenire subito».

Un primo segnale la giunta regionale lo dà con l'arrivo dell'assessore alla difesa dell'Ambiente Gianni Lampis e il consigliere regionale e sindaco di Nughedu Francesco Mura.  «È' certamente una situazione da tenere sotto osservazione», ha commentato Francesco Mura. «I tecnici Arpas hanno eseguito diversi campionamenti e ora attendiamo i risultati per individuare le cause. Se anche si trattasse di un fenomeno naturale il problema ambientale rimane».
 

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