Oristano, post Covid anche per la Sartiglia: «La prossima sarà diversa da tutte le altre»

L’Istituzione ha due opzioni per l’edizione post covid, con o senza cavalieri. Unica certezza è che nel percorso ci saranno meno spettatori del solito

ORISTANO. Ci sarà un post Covid-19 anche per la Sartiglia. La tradizione resta immutata, ma le modalità di svolgimento della prossima giostra equestre del carnevale oristanese, in programma domenica 14 e martedì 16 febbraio prossimi, dovranno adattarsi ai tempi e ai cambiamenti nella quotidianità imposti dall'emergenza sanitaria.

A dare le prime conferme è il presidente dell'Istituzione Sartiglia, Luigi Cozzoli, dopo lo svolgimento della prima riunione dell'Ente, un momento di confronto con amministrazione e gremi. «La Sartiglia si farà – rassicura – certo dovremo valutare diverse opzioni, ma sarà sicuramente diversas dalle precedenti. Dipenderà comunque dalla situazione sanitaria. E anche nel peggiore dei casi su compinodori uscirà a benedire la via Duomo, come accaduto in periodo di guerra». 1945: Componidori solo e una Sartiglia furtiva e nascosta. È questo il rischio anche oggi

Non sarà questione di mascherina e distanziamento tra cavalieri e destrieri, piuttosto una pianificazione di più modalità di svolgimento, ipotizzando differenti scenari sanitari che la macchina organizzativa della Sartiglia potrebbe trovarsi di fronte ad ottobre, all’affacciarsi del nuovo periodo di circolazione dei virus e valutando vari piani di attuazione. Dal più blando, che prevede una forte riduzione del pubblico, poche miglia di persone, tutte distanziate l’una dalle altre, passando per ipotesi più drastiche, come lo svolgimento della giostra a porte chiuse, perdendo totalmente il clima di festa dell'intera città, con una débacle a livello economico, sino alla uscita della sola pariglia de su componidori, per la benedizione sotto piazza Cattedrale. «La Sartiglia non è in forse e si farà ma non sappiamo come. Stiamo iniziando a lavorare affinchè si arrivi senza affanno a completare tutti i preparativi. Vogliamo essere pronti a rispondere alla richiesta di sicurezza dell'amministrazione, del Prefetto, e del pubblico». Anticipare i tempi, incrociando le dita affinchè la sorte, e la circolazione del virus, sia favorevole alla giostra oristanese. «A meno di un ritorno della pandemia, la giostra si correrà ma si dovrà adattare ai tempi. Perchè se è vero che la Sartiglia non cambia, sono già cambiate le modalità di svolgimento. Se sino all'anno scorso erano trentamila le persone presenti per ogni percorso, ipotizziamo che il prossimo anno saranno solo poche migliaia. Un'altra ipotesi è lo svolgimento a porte chiuse, dove si rimetterebbe tutto nelle mani dei media. Lo si è fatto per le partite di calcio non vedo perchè non possa farlo la Sartiglia». Tutte ipotesi al momento solo sul tavolo «a fine mesi di riuniremo di nuovo» conclude Cozzoli, che ha dato una prima certezza, la giostra che abbiamo conosciuto non potrà esserci, e gli organizzatori dovranno usare sapienti taglia e cuci per onorare la tradizione della città e adattare la Sartiglia al qui e ora.

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