Ospedale, l’ultimatum è scaduto il sindaco valuta le dimissioni

GHILARZA. Dimettersi e dare uno schiaffo morale alla giunta regionale che ha gestito malamente i problemi legati al depotenziamento dell’ospedale Delogu e della sanità pubblica, o rimanere in trincea...

GHILARZA. Dimettersi e dare uno schiaffo morale alla giunta regionale che ha gestito malamente i problemi legati al depotenziamento dell’ospedale Delogu e della sanità pubblica, o rimanere in trincea ad affrontare la grande incognita dell’epidemia esplosa anche nei territori considerati immuni? Il dilemma non è di facile soluzione e questi sono giorni sofferti per Alessandro Defrassu. Il sindaco ha preso tempo per valutare i possibili contraccolpi della decisione da prendere dopo la scadenza dell’ultimatum lanciato agli inizi di agosto alla politica regionale perché a Ghilarza fosse riaperto il presidio del primo soccorso.

Il lungo confronto che al termine della riunione del Consiglio di lunedì si è aperto in maggioranza si è concluso con un nulla di fatto. Le remore manifestate da Defrassu sono frutto delle mutate condizioni sanitarie sul territorio e del timore che un eventuale repentino cambio di scenario sulla diffusione del virus possa avere ripercussioni sulla gestione dell’attività amministrativa. A preoccupare il primo cittadino sembra essere soprattutto l’estrema incertezza determinata dall’imminente riapertura delle scuole. Un dilemma di non facile soluzione quando in ballo ci sono la parola spesa attraverso la minaccia di rimettere il mandato e un gesto dimostrativo con il quale rinfacciare alla Regione tutte le promesse tradite sul ripristino dei servizi e sul potenziamento degli organici dell’ospedale Delogu.

Queste riserve hanno ritardato qualunque decisione, ma la sensazione è che non la condizioneranno ancora a lungo. La scelta dovrebbe essere imminente. Il dibattito sull’ospedale Delogu si infiamma anche per l’approssimarsi delle manifestazioni promosse dal comitato civico. Al fianco degli attivisti scenderà anche Eugenia Usai, la candidata sindaco che rappresenta la continuità con la maggioranza uscente. «È arrivata l’ora che vengano date risposte certe alla nostra comunità. Subito, non tra qualche mese», ha protestato la capolista allargando il discorso ad un altro servizio primario in bilico: «Non istituire la prima classe dell’istituto professionale si configura come un invito ai futuri cittadini all’abbandono del nostro territorio».

La giunta regionale è anche nel mirino del M5S, che ha presentato una mozione per sollecitare la stabilizzazione degli oltre 140 Oss idonei inseriti nelle graduatorie del 2017 pubblicate dalla Assl e in scadenza a fine mese. Il primo firmatario Alessandro Solinas ha ricordato l’impegno in prima linea degli operatori durante la fase critica dell’epidemia, che si è ripresentata più imponente di prima. Nell’ultimo bollettino provinciale spiccano i due nuovi casi di Sedilo, arrivato a quota sette e intanto il reparto di Ortopedia del San Martino di Oristano è costretto a fermarsi per i ritardi nella comunicazione dell’esito di alcuni tamponi.

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