Pochi mezzi e posti in piedi

Studenti pendolari, il distanziamento sugli autobus e alle fermate non sempre viene rispettato

ORISTANO. Viaggi in piedi, calca per entrare per primi, affollamento nei sedili: queste immagini sono note a tutti quelli che hanno frequentato le scuole superiori da studenti pendolari e si ripresentano uguali ogni anno scolastico.

In quello che è iniziato lunedì, però, c'è un nuovo elemento: ovviamente è il Covid-19, con cui le vite di tutti fanno i conti fin da marzo.

Eppure, benché l'apertura a pieno regime degli istituti superiori di Oristano cominciata solo da alcuni giorni, emergono nella voce degli studenti intervistati all'uscita del loro secondo giorno di scuola le prime criticità, con le tratte più trafficate che presentano fin da subito alti tassi di affollamento e addirittura persone costrette a viaggiare in piedi.

I primi due giorni di scuola sono stati una sorta di prova generale, dato che alcuni istituti hanno spalmato gli ingressi su più giorni.

Riccardo viene da Terralba e frequenta il quinto anno del Liceo Classico: «Fin dall'inizio dell'anno scolastico i pullman si sono riempiti, anche perché oltre agli studenti c'è anche qualche lavoratore. In questi primi due giorni è già capitato che qualcuno fosse costretto a viaggiare in piedi».

Ma non è solo sugli autobus che si creano problemi: «Alla stazione ARST e alle fermate c'è molto assembramento mentre attendiamo l'arrivo dei pullman». La situazione, in questi primi giorni, è uguale per molti ragazzi: la mattina c'è posto per tutti, ma sugli autobus del ritorno c'è il pienone. Niccolò, studente di Nurachi all'ultimo anno, racconta: «La mattina nessun problema, ma all'ora di pranzo il pullman si riempie e c'è chi è costretto a viaggiare in piedi».

Stesso discorso per la sua compagna di classe Martina, che arriva da Pompu: «Usciamo tutti alla stessa ora e ci sono pochi pullman. Ieri nessuno è rimasto in piedi, ma tutti i posti erano occupati».

Benedetta e Francesco, rispettivamente in quarta e quinta superiore, viaggiano invece sulla tratta Bosa-Oristano: «Ancora la situazione è tranquilla – spiegano – ma anche perché molti ragazzi non hanno ancora iniziato le lezioni. Se però dovesse restare tutto uguale all'anno scorso, allora siamo sicuri che ci sarà affollamento e gente che viaggia in piedi: capitava anche che qualcuno restasse a terra perché non c'era più spazio».

La soluzione potrebbe essere quella di aumentare le corse: «Non esiste un pullman a mezzogiorno e mezzo, quindi anche chi esce presto è costretto a prendere i due successivi».

Nella maggior parte dei casi, nessuno per ora ha rinunciato a fare l'abbonamento, ma Riccardo di San Vero racconta che alcune sue amiche di Cabras hanno deciso di farsi al più presto la patente perché sui quattro pullman a servizio del paese lagunare si rischia di non trovare posto.

Sul suo autobus invece, nessun problema: «Per ora le distanze vengono rispettate, anche una persona ogni quattro posti. Però non so cosa accadrà quando viaggeranno tutti gli studenti».

Sebastiano, che arriva ogni mattina da Samugheo e studia in seconda superiore, racconta: «Il nostro pullman si riempie quando arriva a Simaxis e a quel punto salta ogni forma di distanziamento. Alcune mie amiche quest'anno non si abbonano, e si trasferiscono a Oristano per non dover viaggiare».

Insomma, se dentro le scuole le regole per ora sembrano reggere, il sistema dei trasporti sta già mostrando i primi segni di difficoltà. Nulla di nuovo, non fosse che quest'anno bisogna fare i conti con i pericoli del contagio.

Davide Pinna

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