Sorradile, sulle rive del lago Omodeo migliaia di bossoli

È ciò che resta delle esercitazioni di venti anni fa. Poligono trasferito, ma nessuna bonifica

SORRADILE. Tre mesi fa erano la moria di pesci, i miasmi e l’insolita colorazione delle acque a far inorridire e preoccupare le popolazioni dei territori a ridosso dell'Omodeo, oggi è l’enorme distesa di piombo che ricopre un tratto delle sponde del lago a destare scandalo e ad agitare gli animi. Con l’abbassamento del livello del lago sono tornati in superficie i residui di proiettili esplosi durante le esercitazioni militari che prima si svolgevano nel vecchio poligono di Campeda, tra Sorradile e Bidonì.

Lo spettacolo non è nuovo, si ripresenta ogni qualvolta le acque si ritirano, tuttavia sconcerta il tempo trascorso senza che chi di dovere abbia mai provveduto a bonificare il sito. Nel poligono in uso al Centro di addestramento della polizia di Stato di Abbasanta, che si trovava sulla sponda sinistra dell'Omodeo, non si spara più da quasi venti anni ormai, da quando cioè la struttura è stata trasferita nell’altra sponda, a metà strada fra Zuri e Soddì. Di tempo, quindi, se n’è avuto abbastanza per risanare il versante del Barigadu compromesso, a maggior ragione dopo il polverone sollevato dalle amministrazioni e dalle comunità della zona per denunciare l’inquinamento delle acque interne attribuito in parte anche alle attività militari.

Eppure i risultati del disimpegno di chi per legge sarebbe obbligato al ripristino dei luoghi che peraltro ha provveduto a sporcare è ancora visibile nella battigia di Campeda, invasa da cumuli di ogive. A individuarli, nei giorni scorsi, è stato il consigliere comunale di Bidonì, Daniel Fadda, tra i protagonisti delle crociate combattute per risanare l'Omodeo. «È un’altra dimostrazione di come il nostro territorio abbia subito abusi su abusi», ha commentato l’amministratore. Fadda ha invocato un intervento risolutivo: «Qualche anno fa il ministero dell’Interno aveva stanziato 47mila euro per la bonifica, ma i soldi erano bastati per la pulizia di uno solo dei cinque campi da tiro dismessi. Deve essere rimosso tutto il materiale che c’è. Provvedano ora che il livello dell’acqua lo consente».

L’appello è stato rilanciato dalla deputata Lucia Scanu, che assieme ai compagni del Movimento 5 Stelle Alessandro Solinas, Alberto Manca e Luciano Cadeddu, accompagnati da diversi sindaci e cittadini, hanno effettuato un sopralluogo. Chissà che arrivino finalmente riposte e soprattutto le bonifiche.

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