«Dodici posti covid al S.Martino, più service per le emergenze»

Ghilarza. L'ospedale San Martino diventerà una valvola di sfogo del sistema sanitario nell'ambito della gestione dell'emergenza epidemiologica. Sull'attivazione di un reparto con capienza di dodici...

Ghilarza. L'ospedale San Martino diventerà una valvola di sfogo del sistema sanitario nell'ambito della gestione dell'emergenza epidemiologica. Sull'attivazione di un reparto con capienza di dodici posti letto non c'è ancora un'indicazione temporale ma si tratterà di un intervento a breve, vista l'urgenza di alleggerire la pressione sugli altri presidi ospedalieri dettata dal progressivo aumento dei ricoveri. A confermare l'imminente apertura di un'ala Covid è stato l'assessore alla Sanità Mario Nieddu nell'incontro tenutosi ieri a Ghilarza per illustrare il progetto-pilota che sarà sperimentato nel punto di primo intervento del Delogu, chiuso da undici mesi. Il presidio funzionerà 24 ore su 24 mediante la turnazione di sei medici specializzati riuniti in cooperativa. Il responsabile della Sanità pubblica ha anche comunicato la risoluzione del problema relativo all'inquadramento del servizio di Oncoematologia del San Martino, che per anni ha operato senza le autorizzazioni al funzionamento prescritte. La criticità è stata sanata con l'accreditamento della Regione e ora l'Ats sta lavorando al reclutamento di tre medici per ricostituire l'organico. La penuria di personale è stata anche l'origine dei problemi del punto di primo intervento del Delogu, che riaprirà entro l'anno solo grazie a una gestione esterna. E a detta di chi l'ha studiato, questo sistema potrebbe essere replicato nei pronto soccorso di altri ospedali sardi, incluso quello di Oristano. «Per riattivare il servizio abbiamo percorso ogni strada possibile ma invano, e ciò a causa della grave carenza di figure specializzate cui speriamo di rimediare entro il 2020 con la conclusione delle procedure concorsuali e con il completamento dell'iter per l'abilitazione di altri 40 operatori formati dal corso di medicina di emergenza-urgenza», hanno dichiarato l'assessore Nieddu e il presidente della commissione Sanità Domenico Gallus. Quest'ultimo, unitamente a Vincenzo Pecoraro, è stato investito del mandato esplorativo diretto a sondare la disponibilità delle cooperative presenti sul territorio nazionale. «Queste ci sono, formate da professionisti esperti sardi e di altre regioni. Sono tutti in possesso dei requisiti indicati nel bando e disposti a lavorare al Delogu», ha riferito Gallus puntualizzando che quella dei "medici in affitto" sarà una soluzione temporanea.(mac)

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