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Benzina e diesel verso i 2 euro al litro: quanto scenderà il prezzo con il taglio delle accise

Benzina e diesel verso i 2 euro al litro: quanto scenderà il prezzo con il taglio delle accise

Martedì 10 marzo il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto per attivare il meccanismo delle accise mobili

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Roma Il governo Meloni prepara un intervento sui carburanti, dalla benzina al diesel fino a Gpl e metano, per contenere i rincari registrati nelle ultime settimane. Martedì 10 marzo il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare un decreto per attivare il meccanismo delle accise mobili, uno strumento pensato per ridurre temporaneamente il peso delle imposte sui carburanti quando il prezzo del petrolio sale oltre le previsioni. Secondo le prime stime, la misura potrebbe tradursi in un taglio tra i 4 e i 5 centesimi al litro. Il ministero dell’Economia sta però valutando anche altre leve fiscali che potrebbero rendere l’intervento più consistente.

Quanto può scendere il prezzo di benzina e diesel

Negli ultimi mesi i carburanti hanno registrato nuovi aumenti, accentuati dalla crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente. In alcuni casi, l’incremento dei prezzi ha raggiunto l’equivalente di circa 35 centesimi al litro per il gasolio. Secondo alcuni analisti, come spiega Il Corriere, il meccanismo delle accise mobili potrebbe arrivare teoricamente fino a 7 centesimi al litro, ma più realisticamente l’effetto dovrebbe fermarsi intorno ai 4-5 centesimi. Si tratta di una riduzione che non compensa completamente gli aumenti recenti, ma che potrebbe avere un effetto immediato sui prezzi alla pompa. L’obiettivo è evitare che il diesel superi la soglia psicologica dei 2 euro al litro e mantenere la benzina sotto quota 1,8 euro. Parallelamente l’esecutivo starebbe valutando anche misure aggiuntive, tra cui una possibile tassazione extra sulle compagnie petrolifere accusate di speculazione, con l’obiettivo di arrivare a un taglio complessivo fino a 15 centesimi al litro.

Il peso del petrolio sui prezzi

L’eventuale intervento arriva in un momento in cui il prezzo del Brent, il principale riferimento internazionale per il greggio, resta elevato. Negli ultimi mesi il petrolio è stato scambiato stabilmente sopra i 70 dollari al barile e negli ultimi giorni ha superato anche i 90 dollari. Un livello nettamente più alto rispetto alla previsione contenuta nell’ultimo Documento di finanza pubblica, che per il 2026 stimava un prezzo massimo di 66,1 dollari al barile. Proprio questo scostamento permette di attivare il meccanismo delle accise mobili.

Come funzionano le accise mobili

Il sistema delle accise mobili è stato introdotto con la Manovra del 2008 e successivamente aggiornato nel 2023. Il principio è quello di utilizzare l’extra-gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre temporaneamente le accise. Quando il prezzo medio dei carburanti supera stabilmente il valore di riferimento indicato nel Documento di finanza pubblica, lo Stato incassa più Iva. Una parte di queste entrate può essere impiegata per alleggerire il peso delle accise su benzina e gasolio. 

Le accuse di speculazione

Sui rincari dei carburanti si è espresso anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha parlato di «troppa speculazione sui prezzi dell’energia», sostenendo che alcuni aumenti non sarebbero giustificati. La questione si inserisce nel contesto della crisi energetica legata al conflitto tra Israele, Iran e Stati Uniti, che ha contribuito a spingere verso l’alto le quotazioni del petrolio. Dal ministero dell’Economia arrivano comunque segnali di fiducia sulla possibilità di finanziare l’intervento: secondo fonti del Mef, il governo sarebbe al lavoro per individuare le risorse necessarie e rendere operativo il taglio delle accise nei prossimi giorni.

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