In ospedale a Ghilarza nasce un piccolo “guerriero” di 37 centimetri

Giovane mamma partorisce alla 26esima settimana. Il piccolo, 1.200 grammi, ricoverato a Nuoro

GHILARZA. Dalla pancia della mamma al nido sicuro offerto ora dall’incubatrice del reparto di Pediatria. Era un po’ presto per venire alla luce, ma, a suo modo, la nascita di un neonato figlio di una coppia di Ghilarza ha a qualche cosa di straordinario e, in questo momento, anche qualcosa di preoccupante: la certezza è che il pericolo si allontanerà solo col passare delle ore e dei giorni. Ce ne vorranno dieci, forse quattordici, prima che venga dichiarato fuori pericolo anche se dalle prime osservazioni mediche sembra godere di buona salute.

Il piccolo è venuto al mondo sabato mattina verso le 10.30 all’ospedale di Nuoro e la notizia non avrebbe alcunché di eccezionale, se non fosse per il fatto che il neonato aveva trascorso nel ventre della madre appena sei mesi e mezzo. È nato all’improvviso quando nessuna visita precedente faceva presagire un parto prematuro, anche perché alla conclusione naturale della gravidanza mancavano ancora due mesi e mezzo. La nascita era prevista per gennaio, invece sabato scorso la mamma ha avvertito degli strani dolori. Dapprima non ci ha fatto caso, perché di recente aveva fatto la visita di controllo e non erano emersi particolari problemi né c’erano indicazioni che facevano pensare a una nascita imminente. Col passare delle ore però le fitte sono aumentate e allora la coppia è salita in macchina per volare all’ospedale San Francesco di Nuoro.

Fatta l’ecografia, i medici hanno capito che non c’era tempo da perdere e la ragazza è stata portata in sala operatoria per il cesareo che si è reso indispensabile per evitare un travaglio che avrebbe potuto nuocere al piccino che un’ora e mezzo più tardi, a intervento finito, ha emesso i suoi primi vagiti e fatto sentire i primi pianti. La preoccupazione era ovviamente enorme, perché c’era il pericolo o la quasi certezza che non tutti gli organi fossero sviluppati e quindi potessero esserci delle ripercussioni. Eppure il piccino ha da subito iniziato a respirare regolarmente e tutte gli esami clinici agli organi principali sin qui svolti hanno dimostrato che il corpicino sta reagendo alla grande alla nuova realtà. Ovviamente è stato sistemato nell’incubatrice che è diventata la sua nuova casetta: lì viene nutrito e gli vengono garantite le condizioni di vita quanto più simili a quelle che avrebbe avuto nel ventre della madre.

È però presto per sciogliere ogni dubbio e allontanare le paure che inevitabilmente ci sono, tanto è vero che i medici ancora non hanno dato garanzie e non lo faranno se non tra diversi giorni. L’ottimismo però non manca considerando la reazione avuta in questi primissimi giorni di vita. Nonostante le dimensioni – è lungo 37 centimetri e pesa poco più di un chilo e 200 grammi – per ora continua a mostrare molta vitalità. Ieri anche il padre, una volta avuto l’esito negativo del tampone per il covid, ha potuto fargli una breve visitina. Intanto passano le ore e le speranze di un esito positivo si fanno sempre più solide, anche se la salita è appena cominciata.

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