Scuola da demolire, con inchiesta

La media 2 è piena di amianto. Il Procuratore Basso invia i vigili del fuoco e apre un fascicolo

ORISTANO. Sono di natura anche più grave di quanto si potesse immaginare, i problemi strutturali che hanno portato alla chiusura della scuola media “Grazia Deledda” e a leggere l'ordinanza con cui il dirigente dei Lavori Pubblici Roberto Sanna ne ha ordinato lo sgombero e la serrata, dopo il sopralluogo di stamattina con sindaco e assessori all'Istruzione e ai Lavori Pubblici sembra chiaro che quell'edificio non riaprirà mai più. Non solo, sembra che si debba ringraziare qualche buona stella o la fortuna, se alle migliaia di ragazzini che l'hanno frequentata nella sua storia non è mai capitato nulla. Perché lo stabile della metà degli anni Settanta, è totalmente inadatto a ospitare qualsiasi tipo di attività scolastica e sarebbe potuto crollare in qualsiasi momento: «Sulla base delle simulazioni, dei calcoli e delle verifiche di stabilità, emerge che la struttura della scuola di Via Santulussurgiu non è idonea ad essere utilizzata per gli scopi per cui è stata realizzata» afferma l'ingegner Sanna.

E su questa storia vuole vederci chiaro anche la procura, con il procuratore Ezio Domenico Basso che ha disposto nella mattinata di ieri un sopralluogo dei Vigili del Fuoco e ha confermato all'emittente locale OrNews di aver aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, per il reato di crollo colposo. L’attenzione degli investigatori si concentrerà soprattutto sul tentativo di comprendere se l'inagibilità, emersa durante le verifiche per la classificazione sismica e l'idoneità statica decise dal Comune, sarebbe dovuta saltar fuori prima, magari in occasione dei vari lavori di manutenzione che si sono svolti negli ultimi anni. Ciò che è certo è che la lista dei problemi riguardanti fondamenta, travi e pilastri è sterminata e inquietante. In sostanza, il 90 per cento degli elementi componenti la struttura in acciaio sono da sostituire: «La scuola dovrebbe essere totalmente demolita e successivamente ricostruita».

E qui sorge il secondo problema, perché quella scuola è completamente imbottita di amianto. «Un caso forse unico in Italia – spiega il presidente dell'associazione regionale ex esposti amianto Giampaolo Lilliu – tutto è fatto in amianto, forse addirittura anche i telai che reggono le finestre. La nostra battaglia per quella scuola è cominciata con una raccolta firme nel 1993 e la scorsa primavera chiedemmo che non venisse considerata nel censimento degli edifici utilizzabili per la didattica in presenza durante il Covid. Nel 2007, il sindaco era allora assessore ai Lavori Pubblici, venne effettuata la coibentazione della struttura per evitare la diffusione delle fibre killer». «Qualsiasi intervento, anche solo mettere un chiodo sulle pareti – prosegue Lilliu – va svolto secondo le rigidissime normative legate al rischio amianto. Spesso si deve realizzare una bolla in plastica che isola completamente l'edifico dall'ambiente circostante. E noi vigileremo perché le regole vengano rispettate». I costi di una demolizione di questo tipo sono esorbitanti ed è evidente che è necessario trovare una nuova casa alla scuola media che da cinquant'anni ospita i bambini della periferia orientale della città. Soluzioni non facili, perché l'edificio più prossimo sarebbe quello dei Frassinetti, di proprietà della Provincia, che però ha a sua volta altri problemi di agibilità. Altrimenti bisognerebbe cambiare quartiere, venendo meno però alle esigenze di quella scuola media di coprire il bacino di Sacro Cuore, Corea e parte di Su Brugu. In quel caso qualche spazio si può trovare in via Lepanto, agli ex Geometri, nella scuola media di via Marconi o nella vecchia scuola media di Silì. «Stiamo valutando le migliori soluzioni con la dirigente Lina Saba», spiegano il sindaco e l'assessore Massimiliano Sanna.(dav.pi)

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